Bankitalia: ”Nel 2011 la ricchezza delle famiglie calata del 3,4% in termini reali”

Nel corso del 2011 la ricchezza netta complessiva delle famiglie, cioè la somma di attività reali (abitazioni, terreni), e di attività finanziarie (depositi, azioni, titoli) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali), a prezzi correnti è diminuita dello 0,7%. E’ quanto emerge dal bollettino statistico di Bankitalia.

L’aumento delle attività reali (1,3%) è stato più che compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (3,4%) e da un aumento delle passività (2,1%).

In termini reali (utilizzando il deflatore dei consumi) la ricchezza netta si è ridotta del 3,4%. Dalla fine del 2007, quando l’aggregato ha raggiunto il suo valore massimo in termini reali, il calo è stato complessivamente pari al 5,8%.

Nel primo semestre del 2012, inoltre, la ricchezza netta della famiglie italiane sarebbe ulteriormente diminuita dello 0,5% in termini nominali rispetto alla fine dello scorso dicembre.

Questo calo è l’effetto di una diminuzione delle attività reali (0,7%) e finanziarie (0,4) non compensata dalla flessione delle passività (1,0%). Se si tiene conto dell’andamento dei prezzi, in questo semestre si acuisce la tendenza flettente della ricchezza netta in termini reali.

Secondo quanto emerge dalle stime preliminari contenute nel bollettino statistico di Bankitalia, la distribuzione della ricchezza “è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione”: alla fine del 2010 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva.