Istat, crolla la fiducia delle famiglie

istatBuste paga ferme, inflazione in aumento, fiducia delle famiglie ai minimi storici. La fotografia di fine anno scattata dall’Istat mostra un’Italia in profonda difficoltà. A dicembre, infatti, scende ancora l’indice sul clima di fiducia personale, ovvero giudizi ed attese sulla situazione economica delle famiglie, opinioni sul bilancio familiare, oppornunità attuali e future di risparmio. L’indice passa a 90,7 da 90,9. E’ il peggior dato dall’inizio delle serie storiche, cominciate nel 1996.

Consumatori. A dicembre risale il clima di fiducia dei consumatori, un aumento che arriva dopo il crollo del mese scorso. L’indice sale a 85,7 da 84,9. Si tratta comunque di un livello basso, il terzo peggior dato dall’inizio delle serie storiche, partite nel gennaio 1996. La fiducia dei consumatori sulla situazione presente, ovvero sul clima corrente, diminuisce a dicembre passando a 91,4 da 92,3. Si tratta del minino storico, del livello più basso dall’inizio delle serie cominciate nel gennaio del 1996.

Lavoro. Le retribuzioni contrattuali orarie a novembre restano quasi ferme rispetto ad ottobre, crescendo solo dello 0,1%, mentre salgono dell’1,6% su base annua (dal +1,5% del mese precedente). Lo rileva l’Istat secondo cui, il dato tendenziale, nonostante la frenata dei prezzi, rimane sotto il livello dell’inflazione registrata sempre per novembre (+2,5%), ma il divario si restringe a 0,9 punti percentuali (il gap era di 1,1 punti a ottobre). Le retribuzioni contrattuali per dipendente

chiuderebbero il 2012 con un aumento che si fermerebbe all’1,5%. E’ quanto rileva l’Istat in base a proiezioni per l’anno interno, con riferimento ai contratti in vigore a novembre, quindi alla crescita già acquisita. Nel 2011 l’incremento era stato dell’1,8%. Nella media del periodo gennaio-novembre 2012, ovvero dei primi undici mesi, l’indice è cresciuto, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, dell’1,4%. Nel dettaglio, fa sapere l’Istat, i settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: “alimentari bevande e tabacco” (+3,6%), “legno, carta e stampa”, “acqua e servizi di smaltimento rifiuti” (per entrambi +3,0%). Si registrano, invece, variazioni nulle per “telecomunicazionì e per tutti i comparti della pubblica amministrazione”.

Cig. Non si arresta il ricorso alla cassa integrazione guadagni. Secondo dati Istat relativi al terzo trimestre, le imprese dell’industria hanno utilizzato 68,1 ore di Cig ogni mille ore lavorate, con un incremento di 23,3 ore ogni mille rispetto allo stesso trimestre del 2011. Nell’industria in senso stretto le imprese hanno utilizzato 70,2 ore di Cig ogni mille ore lavorate, con un aumento di 24,1 ore rispetto allo stesso trimestre del 2011. Le ore di Cig utilizzate nelle costruzioni sono state pari a 55,8 ogni mille ore lavorate, con un aumento tendenziale di 17,9 ore ogni mille. Le imprese dei servizi hanno utilizzato 16,0 ore di Cig per mille ore lavorate; rispetto al terzo trimestre 2011 si registra un incremento di 3,0 ore ogni mille.

Contratti. Tra i contratti monitorati dall’indagine, a novembre si è registrato lo scioglimento della riserva per l’ipotesi di accordo relativo ai dipendenti delle industrie alimentari, olearie e margariniera, e a quelli della carta, cartone e cartotecnica. Pertanto, alla fine del mese risultano in vigore 45 contratti, che regolano il trattamento economico di 9,3 milioni di dipendenti. Complessivamente, invece, i contratti in attesa di rinnovo sono 33, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 3,7 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego). A partire da gennaio 2010, infatti, tutti i contratti della pubblica amministrazione sono scaduti. Inoltre, comunica sempre l’Istat, a novembre i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 35,6, in deciso aumento rispetto a novembre 2011 (23,9%).