Istat: stiamo peggio di un anno fa

Così non va. Gli italiani sono sempre più insoddisfatti della propria situazione economica: quasi sei su dieci si dichiarano scontenti del proprio budget familiare.

Secondo l’annuario statistico 2012 dell’Istat, la percentuale di persone di 14 anni e piu’ che si dichiara molto o abbastanza soddisfatta della propria situazione economica è scesa al 42,8%. Appena un anno fa era il 48,5%.

Rimane stabile la percentuale dei molto soddisfatti (2,6% nel 2011 e 2,5% nel

2012), mentre diminuisce la percentuale di persone che si dichiara abbastanza soddisfatta (dal 45,9% nel 2011 al 40,3% nel 2012). Aumentano i poco soddisfatti (dal 36,1% al 38,9%) e soprattutto i per niente soddisfatti (dal 13,4% al 16,8%), per i quali si registra la quota piu’ alta dal 1993. La situazione a livello territoriale è

molto articolata: al Nord e al Centro, la quota dei residenti che danno un giudizio positivo sulla propria situazione economica è più alta che nel Mezzogiorno (50% al Nord, 44,3% al Centro e 32% nel Mezzogiorno). Il Nord e il Centro sono anche le ripartizioni in cui la diminuzione registrata rispetto al 2011 è più consistente: nel 2011 i molto e gli abbastanza soddisfatti erano 56,2% nel Nord e 50,9% nel Centro, mentre erano 36,9% nel Mezzogiorno.

Matrimoni civili, il sorpasso al Nord

Crescono i matrimoni civili in Italia, (da circa 79.000 del 2010 a 83.000 del 2011) mentre calano le nozze con rito religioso (da 138.000 a 126.000). Anche se le nozze in

chiesa continuano ad essere, con oltre il 60%, la scelta di gran lunga preferita dalle coppie di sposi, la situazione non è omogenea a livello territoriale. Al Nord i matrimoni civili superano quelli relogiosi (51,7% contro il 39,8% della media nazionale), al Centro

sono praticamente equidistribuiti, mentre al Sud oltre tre nozze su quattro (76,3%) vengono ancora celebrati con rito religioso.

Italiani più longevi

Nel 2011 in Italia la speranza di vita media migliora sia per gli uomini che per le donne, grazie all’influenza positiva della riduzione dei rischi di morte a tutte le età. Secondo le stime dell’Istat, riportate nell’Annuario statistico italiano, nel 2011 gli uomini passano

a 79,4 anni rispetto ai 79,1 del 2010, mentre per le donne si passa a 84,5 rispetto agli 84,3 dell’anno precedente. Nel contesto internazionale l’Italia si conferma uno dei

paesi con popolazione piu’ longeva: nel 2010, all’interno dell’Unione europea, soltanto la Svezia continua a mantenere migliori condizioni di sopravvivenza maschile (79,6 anni), mentre in Francia e in Spagna le donne fanno registrare la vita media piu’ elevata (85,3 anni).