Cautela della Corte dei Conti sul redditometro

redditometroIl redditometro non sara’ una ‘arma di accertamento di massa’. Su 40 milioni di contribuenti meno di 40.000 verranno chiamati per rendere conto delle spese fatte e comunque si trattera’ di casi di “evasione spudorata”. Per le spese ci sara’ comunque una franchigia di 12.000 euro. Dopo gli attacchi degli ultimi giorni, soprattutto da parte dei protagonisti della campagna elettorale, oggi l’Agenzia delle Entrate si difende spiegando come funzionera’ il nuovo strumento di lotta all’evasione e tranquillizzando i contribuenti che non dovranno preoccuparsi di conservare scontrini dell’acquisto di frutta o pentole.

La Corte dei Conti chiede pero’ cautela nell’utilizzo del nuovo strumento evitando “un uso disinvolto delle informazioni non verificate”. Intanto il direttore delle Entrate Attilio Befera ha avuto un colloquio in serata con il premier Mario Monti; secondo fonti di Palazzo Chigi si e’ trattato di uno dei periodici incontri per fare il punto sulla lotta all’evasione. Sul redditometro torna all’attacco il Pdl con Angelino Alfano che chiede al premier di ritirarlo, mentre per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini “la finalita’ del redditometro e’ giusta e deve essere applicato senza suscitare allarmismo”.

Sempre in tema di tasse in Senato e’ stato raggiunto un compromesso sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituira’ Tarsu e Tia: l’entrata in vigore della tassa non slitta a luglio, come chiesto dalla Commissione Ambiente di Palazzo Madama, ma slitta a luglio il pagamento della prima rata. L’Agenzia delle Entrate difende dunque il redditometro. Befera, nel corso di un convegno della Commissione parlamentare per l’anagrafe tributaria, evidenzia che il nuovo strumento “potenziera’ la lotta all’evasione” che anche nel 2012 ha confermato gli incassi del 2011 che erano stati pari a 12,7 miliardi di euro.

E’ “un male da estirpare”, ribadisce il direttore delle Entrate ricordando che gli evasori pesano per 100-120 miliardi di euro “su un’economia gia’ provata dalla crisi”. E allora contro gli evasori, quelli “spudorati, i finti poveri” ci sara’ il nuovo redditometro, dice il vice direttore Marco Di Capua che rassicura: gli elementi della spesa legati alle statistiche avranno una rilevanza minima e “non ci interessano scostamenti di spesa pari a 1.000 euro al mese, 12.000 euro l’anno”. L’ampliamento fino a 100 voci fa si’ che “la ricchezza non venga criminalizzata”.

Il problema nasce invece quando la capacita’ di spesa va molto oltre il reddito dichiarato. L’Agenzia e’ al lavoro sulla circolare e fino a quando non sara’ emanata “non si parte” con i controlli, informa ancora Di Capua. Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampoalino, pero’ avverte: occorre “evitare un uso disinvolto delle informazioni non verificate”. Gli uffici nell’utilizzare gli strumenti presuntivi debbono avere “massima attenzione e massima cautela. Data l’alta incidenza della tassazione l’amministrazione deve esserci piu’ attenzione per il contribuente”.

Per Maurizio Leo (Pdl) il presidente della Commissione parlamentare sull’anagrafe tributaria, che in quattro anni si e’ concentrata proprio nell’esame degli strumenti informatici per potenziare la lotta all’evasione e che oggi ha presentato nella sede della Guardia di Finanza il documento conclusivo, sul redditometro “si sta aggiustando il tiro; diminuendo il peso degli elementi statistici si comincia ad andare nella direzione giusta”.