Panariagroup ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012

Il Consiglio di Amministrazione di Panariagroup Industrie Ceramiche S.p.A., Gruppo attivo nella produzione e distribuzione di materiale ceramico per pavimenti e rivestimenti di fascia alta e lusso, ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012, redatta secondo i principi contabili internazionali (IFRS).

I risultati del terzo trimestre del 2012 confermano le principali tendenze emerse nei trimestri precedenti sia da un punto di vista dell’andamento delle vendite che dei risultati economici. Nonostante situazioni congiunturali molto difficili su alcuni dei principali mercati di riferimento, il Gruppo è stato in grado di contenere la contrazione del fatturato grazie all’azione di sviluppo effettuata in altre aree, come Asia e America.

Sul fronte della marginalità, si confermano gli effetti negativi determinati dall’incremento delle tariffe energetiche, così come quello derivante dai minori volumi prodotti rispetto all’anno precedente, in buona misura conseguenti al sisma che ha colpito lo stabilimento di Finale Emilia.

Panariagroup Industrie Ceramiche S.p.A.: il Consiglio di Amministrazione approva il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012.

* Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni consolidati pari a 216,5 milioni di Euro.

* Margine operativo lordo a 14,4 milioni di Euro.

* Risultato consolidato di periodo pari a 0,4 milioni di Euro.

“I risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2012 – ha affermato Emilio Mussini, Presidente di Panariagroup– confermano la validità della strategia di Panariagroup di differenziare il rischio attraverso lo sviluppo equilibrato di più mercati diriferimento. In questo modo gli ottimi risultati ottenuti in Nord America e Asia compensano le contrazioni sui mercati europei.”

“Il Gruppo – ha continuato Mussini– intende proseguire anche nei prossimi mesi su questa strada con l’obiettivo di crescere ulteriormente sui mercati a più alto potenziale di sviluppo e di mantenere le quote di mercato su quelli con prospettive macroeconomiche meno favorevoli.”

RICAVI

I ricavi netti di vendita sono stati pari a 216,5 milioni di Euro, con una contrazione dell’1,7% rispetto ai 220,3 milioni di Euro al 30 settembre 2011. Nei principali mercati di riferimento del Gruppo le differenze sono molto marcate con ottime performance in Nord America e nei Paesi asiatici mentre i tradizionali mercati europei conoscono una contrazione significativa.

EUROPA– Il mercato europeo ha complessivamente registrato una contrazione complessiva del 13% con un’incidenza sul fatturato complessivo pari a circa al 36%. Il Paese maggiormente in difficoltà è il Portogallo, i cui consumi sono attualmente condizionati dalle misure di austeritymesse in atto dal governo locale per il contenimento del debito pubblico, ma risultano in sofferenza anche Francia, Belgio e Olanda. Non si denotano viceversa cali di fatturato nell’Est Europeo e spiccano positivamente le performance realizzate in Spagna.

ITALIA– Il mercato italiano, con un incidenza pari al 26% sul totale dei ricavi, ha riportato un calo di circa il 15%, con una riduzione di fatturato di 9,7 milioni. Tale risultato è stato determinato da un significativo deterioramento delle condizioni macro-economiche del settore; secondo i dati recentemente forniti da Confindustria Ceramica infatti l’arretramento complessivo delle vendite sul mercato domestico è stato di circa il 17%.

USA –Il mercato statunitense diventa il primo Paese di riferimento per il Gruppo grazie a una crescita realizzata superiore al 25%. Il maggiore fatturato è prevalentemente frutto dei risultati conseguiti da Florida Tile, che consolida ulteriormente gli andamenti positivi riscontrati nei trimestri precedenti. Su questo mercato continuano a essere buoni i principali indicatori prospettici (Housing Starts e permessi di costruzione), pertanto permangono positive le aspettative anche per i prossimi mesi. L’incidenza dei mercati nordamericani sul totale è pari al 29%.

ASIA, OCEANIA E AFRICA– I mercati oltremare mantengono tassi di crescita elevati, superiori al 20%. In queste aree si distinguono le crescite di fatturato realizzate in Medio Oriente, Singapore, Giappone e Sudafrica. L’incidenza dei mercati oltremare sul totale è pari al 9%.

MARGINI REDDITUALI

Il margine operativo lordo risulta pari a 14,4 milioni di Euro, corrispondente al 6,6% sul Valore della Produzione, rispetto ai 19,6 milioni di Euro al 30 settembre 2011. Si confermano i principali elementi che hanno caratterizzato la variazione dei margini rispetto all’anno precedente e che erano già stati evidenziati nei primi sei mesi dell’anno:

– riduzione importante dei volumi prodotti rispetto al 2011 in seguito alla chiusura temporanea dello stabilimento di Finale Emilia, causata dal grave sisma che ha colpito l’Emilia nel mese di maggio 2012. A tale proposito si rimarca che la ripresa a pieno regime degli impianti produttivi è avvenuta a partire da fine Agosto;

– crescita significativa delle tariffe energetiche sulle business unit europee, con un incremento di circa il 25%;

– calo del fatturato delle Business Unit italiane e portoghese, con conseguente minor realizzo di margini;

– significativo miglioramento della redditività della Business Unit americana generata dall’ottima crescita del fatturato realizzata, unita alla riduzione dei costi di produzione e alla focalizzazione su prodotti di fascia medio-alta.

Il margine operativo netto risulta di 0,1 milioni di Euro (al 30 settembre 2011 di Euro 4,9 milioni). Nel corso del trimestre sono state aggiornate le valutazioni sui danni economici subiti a seguito del sisma data la ragionevole certezza del loro recupero tramite indennizzi assicurativi e statali, anche alla luce dei recenti provvedimenti emanati dall’Autorità Governativa a sostegno delle imprese e delle popolazioni colpite dal terremoto.

A seguito di queste valutazioni si ritiene ragionevolmente certo che il Gruppo sia in grado di recuperare interamente i “danni diretti” determinati dal grave evento del 20 maggio 2012. D’altro lato, si sottolinea come il conto economico del 2012 sia significativamente penalizzato da “danni indiretti”, tra cui spiccano

– la minore produzione dello stabilimento di FinaleEmilia la cui attività è stata sospesa per 2 mesi e solo alla fine di agosto, in modo graduale, si è riusciti a raggiungere la piena efficienza degli impianti;

– il rallentamento delle spedizioni e la conseguente riduzione del fatturato della Business Unit italiana;

– il maggiore impegno che tutte le maestranze di Finale Emila hanno dovuto dedicare per il superamento delle complesse difficoltà tecniche ed organizzative legate al sisma, distogliendoli parzialmente dalle attività ordinarie;

– Il peso degli ammortamenti e degli affitti dell’unità di Finale Emilia, che sono stati inclusi interamente anche nei mesi di sospensione e rallentamento della produzione post-terremoto.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Il terzo trimestre ha confermato nella sostanza tutte le principali dinamiche che hanno caratterizzato il 2012, con il persistere di congiunture sfavorevoli sui mercati dell’Europa, contrapposte a tassi di crescita molto interessanti in Nord America e Asia. Nei prossimi mesi non si prevede una chiara inversione di tendenza, pertanto le iniziative del Gruppo saranno volte a massimizzare le opportunità di sviluppo offerte dalle aree caratterizzate da aspettative favorevoli e all’ottimizzazione delle risorse destinate al presidio e al mantenimento delle quote di mercato nelle aree con prospettive meno positive.