S&P: “Eurozona fuori da crisi già nel 2013”

Standard & Poor's headquarters in New YorkL’Eurozona “potrebbe iniziare a uscire dalla crisi del debito nel 2013”. E’ quanto afferma in una nota l’agenzia Standard & Poor’s secondo cui il 2013 “potrebbe essere un anno decisivo” per l’Eurozona e i suoi problemi, a condizione che continuino le politiche di riequlibrio dei bilanci avviate nell’ultimo anno. Per questo, afferma l’agenzia, saranno determinati gli esiti delle elezioni in Italia e Germania.

Secondo S&P, i prossimi 12 mesi potrebbero segnare il superamento della volatilità e della frammentazione dei mercati che si è vista negli ultimi anni con il ritorno di alcuni Paesi come Irlanda e Portogallo “a un più sostanziale ricorso” a emissioni di titoli di Stato sul mercato primario. “Ciò nonostante – scrivono gli analisti – , crediamo che la fiducia degli investitori ritornerà solo se gli Stati membri continueranno a fare progressi nel riequilibrare le loro economie, sia stabilizzando in modo strutturale il loro debito sia riducendo il deficit”.

La premessa per questa visione ottimistica rispetto alla ripresa è dunque che l’Italia, citata come esempio, prosegua il cammino di riforme avviato dal governo Monti. Standard & Poor’s ne è convinta: “Con la chiave di una soluzione della crisi di successo nelle mani dei governi, il calendario elettorale rimane un fattore vitale nella valutazione del corso futuro delle politiche, nonchè dei progressi nella soluzione della crisi”, si legge nello studio diffuso

dall’agenzia.

“I principali appuntamenti elettorali del 2012, in Grecia, Francia e Olanda, hanno prodotto governi che hanno assunto una visione complessivamente costruttiva degli sforzi per risolvere la crisi – prosegue il report – . Il nostro scenario di base prevede che le elezioni che consideriamo le più importanti del 2013 – in Italia a febbraio e in Germania e in Austria in autunno – porteranno, allo stesso modo, a una prosecuzione del percorso politico in corso”.

Moritz Kraemer, analista di S&P afferma che raggiungere gli obiettivi prefissati richiesa “una risposta disciplinata e trasparente da parte della politica, sia a livello nazionale che comunitario”. Secondo Kraemer, potrebbe inoltre essere necessario “offrire assistenza a quei paesi che stanno soffrendo per l’elevata occupazione, l’eccessivo indebitamento privato e la stagnazione o la caduta degli standard di vita”. Standard & Poor’s giudica questa agenda “dura da attuare ma possibile” ma vede comunque dei rischi all’orizzonte, il principale dei quali è che la fine delle turbolenze sui mercati spingano i governi a sedersi sugli allori e andare avanti con misure di corto respiro.

Fonte: Repubblica