Terremoto in Garfagnana: la paura svuota le città da Firenze a Modena

Con il pallino è evidenziato l'epicentro della prima scossa a Pieve Fosciana (Lucca)
Con il pallino è evidenziato l’epicentro della prima scossa a Pieve Fosciana (Lucca)

26 gennaio. Alle 15,47 di ieri pomeriggio una forte scossa di terremoto, del tutto inaspettata, ha terrorizzato la Garfagnana. Ma la terra ha tremato in tutta la Toscana: nelle città molta gente è scesa in strada, spaventata. L’Emilia, per qualche secondo, è ripiombata nell’incubo dello scorso maggio. Scosse avvertite a Milano, soprattutto ai piani alti degli edifici, anche in Liguria, in Veneto e in Piemonte, in particolare nell’Astigiano.

Il sito internet dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha raccolto qualche segnalazione anche dal Trentino. Gli esperti parlano di «un classico terremoto appenninico, di intensità medio forte»: 4,8 gradi della scala Richter. «In Califonia o in Giappone, dove c’e’ una tradizione di edilizia antisismica, una scossa del genere avrebbe fatto solletico. Purtroppo da noi il patrimonio edilizio spesso non è altrettanto adeguato» spiega Alberto Michelini, dell’Invg.

L’epicentro è stato individuato a 15 chilometri di profondità, a 35 chilometri a nord di Lucca, vicino ai paesi di Castiglione Garfagnana, Villa Collemandina e Fosciandora. Il versante toscano dell’Appennino è da sempre considerato una zona ad alto rischio: «In quell’area sono avvenuti sismi storici importanti» ricorda Alessandro Amato, direttore del Centro nazionale terremoti dell’Ingv. L’ultimo avvenne il 7 settembre 1920, una magnitudo stimata di 6,5; la conta delle vittime fu terribile: trecento.

In Garfagnana c’è stata molta paura, ma fortunatamente non sono stati registrati danni: sono caduti calcinacci e qualche comignolo è andato giù. In provincia di Lucca i centralini dei pompieri e delle forze dell’ordine sono stati presi d’assalto. «Tutti hanno lasciato in fretta e furia case e uffici» spiega la Protezione Civile, subito mobilitata. Dopo la prima scossa, a cui ne sono seguite altre di minore intensità, i bambini sono stati fatti uscire dalle aule. Oggi scuole chiuse in molti comuni. I disagi non sono mancati: per una trentina di minuti, il sistema di telefonia mobile è andato in tilt. E Rfi ha deciso di sospendere in via precauzionale un treno sulla linea tra Lucca e Aulla: i 120 passeggeri sono stati fatti scendere per i necessari controlli.

La scossa di terremoto è stata avvertita molto forte anche a Firenze, ma gli immediati controlli effettuati sulla Cupola del Duomo e alla Galleria degli Uffizi hanno fornito risposte rassicuranti. E anche i monumenti delle altre città toscane non corrono alcun pericolo. Palazzo Vecchio ha deciso di evacuare le scuole fino a Scandicci. In via precauzionale, nel tardo pomeriggio, anche i dipendenti della Regione Toscana sono stati fatti allontanare dagli edifici. Nel capoluogo toscano il terremoto ha anche disturbato la lezione universitaria del ministro del Lavoro Elsa Fornero, ma dopo una breve interruzione l’allarme è rientrato.

Passata la paura, in provincia di Modena sono stati avviati controlli cautelativi sulle strutture più vecchie o già dichiarate inagibili perché colpite duramente dal violentissimo sisma del maggio scorso.

Fonte: La Stampa