La Florim in solidarietà

florimFumata bianca alla Florim di Spezzano. Sono circa 450 i dipendenti del Gruppo che saranno interessati, con un sacrificio individuale non pesante, ad un contratto di solidarietà che andrà a scadere il prossimo 4 ottobre. Questo importante e innovativo accordo permette di gestire al meglio il problema degli esuberi ridotti ormai a poche decine di dipendenti. L’intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi presso la sede dell’importante gruppo ceramico, in Via Canaletto, a Spezzano ed è stata sottoscritta, per l’azienda, da Gilberto Rabitti, responsabile risorse umane, e Simone Gradellini di Confindustria Modena; per i sindacati, oltre ai diversi rappresentanti della Rsu, la firma è stata posta da Claudio Tonelli (Filctem Cgil) e Rosario Roselli (Femca Cisl).

Sostanzialmente questo nuovo contratto di solidarietà entra nel contenitore esistente dal 2009 e che ha interessato un centinaio di dipendenti, così come agli operai che usufruiscono della cassa integrazione straordinaria in scadenza, dopo quattro anni, il 14 febbraio. Per ultimo entrano nell’ammortizzatore sociale anche una cinquantina di dipendenti della ex- <Casa dolce Casa> di Ubersetto, oggi divenuta sede amministrativa della ceramica turca Kale che ha acquisito, un paio d’anni fa, il gruppo ceramico sassolese Edilcuoghi. Proprietà e sindacati hanno portato a termine una soluzione sicuramente di massima responsabilità sociale visto che, al momento, non c’è nessuna espulsione e a tutte le maestranze viene garantito il posto di lavoro.

Da considerare che il Gruppo Florim sta portando a conclusione un importante investimento da 10 milioni di euro sotto l’aspetto finanziario; riguarda la realizzazione di un nuovo magazzino automatico con una capacità di movimentazione di 35.000 pallets. Sarà il primo, del genere, a disposizione di un’industria ceramica del distretto e comporterà l’accentramento, in Via Canaletto, dello stoccaggio per l’intero Gruppo Florim.

Sarà quindi chiuso il deposito in essere presso l’ex-ceramica Rex, di Via Cameazzo, e le funzioni presenti nella ex- Casa Dolce Casa. Un nuovo polo logistico che, come affermano i sindacati, potrebbe creare doppie figure professionali e quindi la necessità di rivedere l’intero piano occupazionale del Gruppo Florim.

Luigi Giuliani