La recessione ipoteca anche il 2013 -0,6%-0,9%

recessioneUna recessione così, in Italia non si vedeva da vent’anni: esattamente da quel 1992 in cui il governo Amato prelevò, a sorpresa, il 6 per mille da tutti i depositi bancari. Come allora, il 2012 si è chiuso in rosso per il sesto trimestre di fila: il Pil ha perso lo 0,9% congiunturale e il 2,7% su base annua.

Un calo generalizzato, sintesi, secondo le stime preliminari dell’Istat, di diminuzioni del valore aggiunto in tutti i comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. E che dura ormai da un anno e mezzo: nel 2012 il Pil corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 2,2%, rispetto all’anno precedente, e per il 2013 è già acquisito un calo dell’1 per cento.

Del resto, tutta l’Europa è in recessione: la peggiore da quando nel Vecchio continente arrivò l’onda lunga del fallimento di Lehman Brothers. In quel primo trimestre 2009, rispetto a 12 mesi prima, il crollo del Pil dei Paesi della moneta unica registrato dall’Istituto di statistica europeo, fu di -5,4%, ma l’andamento tornò in terreno positivo già nel terzo trimestre. Ora, invece, per l’Eurozona il 2012 si è chiuso con il terzo trimestre consecutivo di recessione (-0,6%): su base annua il Pil ha registrato una diminuzione dello 0,9%, secondo le stime pubblicate da Eurostat. E per vedere «la luce in fondo al tunnel», bisognerà aspettare l’anno prossimo: gli economisti interpellati dalla Bce hanno rivisto al ribasso anche le stime di crescita nell’Eurozona per il 2013 e 2014, che ora si collocano rispettivamente allo 0 e all’1,1%.

La paura della recessione in Europa ha affossato le Borse, con Piazza Affari in calo dell’1%, mentre lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti è risalito a quota 276 punti base, con il rendimento al 4,4 per cento. Giù anche Francoforte (-1,05%) e Parigi (-0,78%). Nessun Paese fa eccezione, anche se il calo del Pil registrato dall’Italia su base trimestrale è il più cospicuo dopo Portogallo (-1,8%) e Cipro (-1%). La Spagna ha perso lo 0,7%, la Germania lo 0,6 e la Francia ha perso lo 0,3 per cento. Il prodotto interno lordo per l’intera Ue, invece, nell’ultimo trimestre dell’anno scorso è diminuito dello 0,5 per cento. «I dati sul Pil – ha commentato il portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn – sono sotto le aspettative dei mercati, e siamo consapevoli che l’attività economica resta debole e tornerà positiva gradualmente solo nella seconda metà del 2013».

Anche la Bce vede un recupero dell’economia nella seconda parte dell’anno, ma lancia l’allarme disoccupazione, soprattutto per i giovani. Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è destinato ad attestarsi al 12,1%, nel 2013, per poi scendere all’11,9%, nel 2014, e all’11,2%, nel 2015. Infine, nonostante un rafforzamento della raccolta di depositi bancari e nuovi afflussi di capitali, prosegue la stretta sul credito nell’Eurozona, con i prestiti alle imprese calati dell’1,3% a dicembre dopo essere scesi dell’1,5% in novembre: stabile allo 0,7% il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie.

A Bruxelles intanto si torna a parlare di Tobin Tax: la commissione Ue propone uno spettro più ampio di applicazione, destinato a colpire anche Londra, della tassa sulle transazioni finanziarie che porterà entrate per 35 miliardi e riguarderà 11 Paesi della Ue, tra cui l’Italia. Che però dovrà convincere gli altri 10 partner a esentare i buoni del Tesoro, non solo al momento dell’emissione, ma anche negli scambi sui mercati secondari, per non aggravare la crisi del debito sovrano.

Il Pil dell’Eurozona è sceso dello 0,6% nel quarto trimestre 2012, il dato peggiore dal 2009

Il Pil italiano nel quarto trimestre 2012 ha perso lo 0,9% su base congiunturale e il 2,7% su base annua

 

Fonte: Il Giornale