Nel 2012 le entrate fiscale a +2,8%. Incassi saliti di 11,7 miliardi di euro

agenziaentrateIl Fisco ha fatto il pieno nel 2012. Le entrate tributarie erariali, grazie alle manovre varate dal governo Monti che hanno portato incassi per oltre 21 miliardi di euro, hanno sfiorato i 424 miliardi, in crescita di 11,7 miliardi (+2,8%). Ma il risultato è stato positivo solo grazie alle misure correttive relative a Imu, Iva, accise, Robin tax, perché senza di esse la crisi si sarebbe fatta sentire in tutta la sua gravità anche nelle casse dello Stato, con una flessione delle entrate del 2,5% circa.

Il 2012, come ha confermato oggi l’Istat, si è del resto chiuso con un Pil su livelli da profondo rosso: -2,4%. Ma c’è di peggio ed è `l’ombra´ che l’anno scorso getta sull’attuale: la crescita acquisita, cioè il risultato che si avrebbe se non ci fossero più variazioni quest’anno, sarebbe infatti già pari al -1%. E dato che i principali indicatori, come la produzione industriale, non lasciano presagire nulla di buono, c’è davvero poco da stare allegri. Del resto, anche scorrendo i dati sulle entrate, si vede che sostanzialmente le uniche voci negative sono quelle che più hanno a che fare con la congiuntura economica: il gettito Iva ha registrato complessivamente una flessione dell’1,9% (-2,2 miliardi di euro), a seguito dell’andamento negativo del prelievo sulle importazioni (-6,1%) e di quello sugli scambi interni (-1,2%); segno meno anche per l’Irpef pagata dagli autonomi, scesa del 4,5%. A certificare le difficoltà è anche l’andamento del settore giochi, i cui incassi si sono ridotti del 6,2%, con le lotterie istantanee che hanno avuto chiaramente la meglio sul `vecchio´ lotto.

Un cauto ottimismo viene comunque ribadito dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che ricorda come dalla metà di quest’anno si dovrebbe intravedere una inversione di tendenza nella crescita: «Mi sembra – ha osservato Grilli – che tutti convergano sul fatto che la seconda metà sia in positivo, è chiaro che bisogna attendere per vedere con che forza si riuscirà ad invertire la tendenza». Inversione che sarebbe anche salutare per l’andamento dei conti pubblici. Ma è chiaro che sull’ipotesi di Grilli pesa come un macigno l’attuale situazione di incertezza politica che ha portato al declassamento dell’Italia a BBB+ annunciato venerdì sera da Fitch e al conseguente rialzo del differenziale con i titoli tedeschi. Cioè: altri soldi per pagare interessi più salati

Fonte: La Stampa