Bankitalia: l’incertezza politica pesa

Banca-dItaliaDa Washington, dove si sta svolgendo il G20, lo stallo politico nel quale il Paese è precipitato dopo le elezioni, evidentemente si nota di più. Così a margine dei lavori il Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, lancia segnali all’indirizzo del Parlamento dove si sta consumando l’ennesimo rinvio nell’elezione del presidente della repubblica. «L’incertezza politica pesa» ha spiegato Visco. Le imprese «devono fare gli investimenti, gli investimenti dipendono dalle prospettive future e le prospettive future dipendono dalla tenuta complessiva del Paese» ha aggiunto il numero uno di Bankitalia secondo il quale occorre « che si intervenga a stimolare la capacità di investimento delle imprese, cosa che richiede fiducia nel futuro che in alcuni Paesi, anche per le vicissitudini che stiamo vivendo, si è affievolita».

Uno spiraglio positivo è arrivato sul costo del denaro. «Lo spazio per un taglio dei tassi in Europa c’è, ma la sola riduzione del costo del denaro non è sufficiente da sola a rilanciare la crescita». Visco ha commentato in questo modo le dichiarazioni del presidente della Bundesbank, Jens Walter Eidmann, secondo cui la Bce potrebbe ridurre i tassi se le condizioni economiche dovessero peggiorare. «È da parecchio tempo», ha osservato «che ci sono segnali di peggioramento, quindi è da parecchio tempo che c’è spazio.

Secondo Visco, «la Bce ha fatto buona parte del suo lavoro con le misure di aumento della capacità di funding delle banche». Ma sulla politica monetaria standard effettivamente c’è ancora spazio, come detto anche da Draghi». In particolare «c’è una discussione in corso che è legata alle condizioni complessive, ossia di economia reale e di inflazione che è al di sotto del 2% dove è previsto resti nel prossimo futuro». Intanto in Europa, dopo Moody’s, anche Fitch ha tagliato il rating dell’Inghilterra. L’agenzia americana ha infatti ridotto il giudizio sul debito sovrano del paese a AA+ da AAA con outlook stabile. Il 22 febbraio scorso era stata Moody’s ad abbassare il giudizio da tripla A al livello AA1.

Fino a quel momento, l’Inghilterra aveva goduto dei massimi voti per quasi 35 anni, esattamente dal 1978 Fitch ha motivato la sua decisione con il peggioramento della situazione economica che ha portato il governo di Londra a rivedere al rialzo le sue previsioni sul deficit dei conti pubblici.

Ora i paesi con la tripla A si stanno veramente assottigliando nel numero. Quelli a cui è rimasta sono i «virtuosi» che non hanno bisogno di accendere debito e che, della tripla A, non sanno quindi cosa farsene. Il lavoro delle agenzie di rating potrebbe, quindi, esaurirsi per mancanza di paesi da mettere sotto osservazione.