Bankitalia: troppe tasse danneggiano gli onesti e la crescita

Banca-dItaliaLa pressione fiscale al 44% è “molto elevata” sia a livello storico sia nel confronto internazionale – 3 punti sopra paesi Ue – e “l’elevato livello di evasione fiscale rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente” e “è ostacolo alla crescita”. Così Daniele Franco di Bankitalia in audizione sul Def al Senato.

Pressione fiscale ai massimi, redistribuire il peso

La pressione fiscale in Italia “è molto elevata sia nel confronto storico sia in quello internazionale: nel 2012 essa è risultata pari al 44%, livello massimo degli ultimi 50 anni”. Lo ha sottolineato il direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali della Banca d’Italia. Secondo l’istituto di Via Nazionale è necessario “ridefinire la composizione del carico tributario in modo da ridurre le distorsioni nell’offerta dei fattori produttivi”.

L’alta evasione colpisce i contribuenti onesti

“L’elevato livello di evasione fiscale di evasione fiscale rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente”. Lo ha sottolineato il direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali della Banca d’Italia, Daniele Franco. L’alto livello di evasione, ha aggiunto Franco, “determina distorsioni nell’offerta di fattori produttivi e fenomeni di concorrenza sleale ed e’ di ostacolo alla crescita della dimensione delle imprese.

Un ulteriore elemento di debolezza risiede nell’elevato cuneo fiscale gravante sul lavoro che crea disincentivi all’offerta di lavoro e all’attività di impresa”. Per l’esponente di Bankitalia, “vi è un ampio consenso sulla necessità di ridurre la pressione fiscale complessiva, proseguendo nel contenimento della spesa pubblica, e di diminuire contestualmente il prelievo gravante sull’economia regolare, limitando l’ampiezza dell’evasione”. Secondo la Banca d’Italia sarebbe opportuno “un ripensamento complessivo della fiscalità volto a definire un assetto che contribuisca ad assicurare un riequilibrio strutturale dei conti pubblici e a creare le condizioni per una ripresa durevole della crescita economica, perseguendo nel contempo una maggiore equità nella ripartizione del prelievo e la tutela dell’ambiente. La riflessione – ha concluso – dovrebbe interessare anche quella parte del sistema del welfare più strettamente finalizzata alla redistribuzione del reddito”.

Ci sono altri spazi di manovra per i debiti della P.A.

“Sembrano esserci” margini di intervento per la restituzione di ulteriori quote di debiti della PA “dal 2015 in poi”. E’ quanto afferma il direttore centrale per la Ricerca Economica di Bankitalia Daniele Franco in audizione sul Def al Senato, sostenendo che “sarebbe meglio definire” gli ulteriori pagamenti “anche scaglionando i tempi, perchè darebbe un quadro di certezze”. Secondo Franco rimarrebbe, rispetto ai tempi fisiologici di pagamento, una ulteriore quota di 20 mld.