Debiti pubblica amministrazione: Rinviato il Consiglio dei Ministri

pmiCon uno scarno comunicato, ieri pomeriggio la Presidenza del consiglio dei Ministri ha comunicato che il Ministro dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate da Camera e Senato, ha fatto presente al Presidente del Consiglio l’opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della PA.

Pertanto il Consiglio dei Ministri previsto per ieri si terrà nei prossimi giorni.

Al rinvio del Consiglio dei Ministri ha fatto, subito, seguito il Comunicato stampa dell’Ance in cui il Presidente Paolo Buzzetti, allarmato per alcune anticipazioni relative alle misure che sarebbero all’esame del Governo, ha dichiarato che “L’emanazione del decreto pagamenti che il Consiglio dei ministri si appresta a varare può rappresentare un importante primo passo per saldare i debiti con le imprese, ma bisogna evitare di introdurre nuovi vincoli e sanzioni che rischiano di compromettere i risultati attesi”.

Inaccettabile secondo i costruttori, che insieme ai sindaci dell’Anci sono i promotori della battaglia per il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese (oltre 20 miliardi solo quelli del settore dell’edilizia), è soprattutto la norma che prevede l’impossibilità per gli enti autorizzati a pagare le imprese di realizzare nuovi investimenti per i successivi 5 anni.

“Non si capisce il motivo per cui un ente che lo stato autorizza a pagare i debiti debba poi essere così pesantemente penalizzato: così dal patto di stabilità si passa a un patto per il non sviluppo!”.

Al comunicato stampa dell’Ance si è, poi, aggiunta una dichiarazione del presidente dell’Anci, Graziano Delrio, al termine dell’incontro che una delegazione di sindaci ha avuto ieri pomeriggio a Palazzo Chigi con rappresentanti del governo, per discutere, oltre al decreto sui pagamenti alle imprese, le questioni della Tares, dell’Imu e del patto di stabilità.

“Il governo ci ha garantito che entro il fine settimana, al massimo lunedì, il decreto sui pagamenti sarà fatto e che ci saranno subito 7 miliardi disponibili per le imprese. E’ un passo molto rilevante che ci soddisfa e che va nella direzione da noi auspicata”.

Delrio ha, poi, spiegato che “una parte di queste risorse subito a disposizione servirà a cofinanziare i progetti comunitari” ed ha aggiunto:“Siamo molto felici per questo risultato, anche se adesso di tratta di definire meglio alcuni aspetti tecnici. Ma comunque la giornata di oggi possiamo considerarla storica perché è una vittoria delle imprese, dei sindacati e dei sindaci”.

Ricordiamo che il 2 aprile scorso la Camera dei deputati ha svolto la discussione della Relazione al Parlamento del Governo concernente l’aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese al termine della quale ha approvato per alzata di mano la risoluzione Giancarlo Giorgetti ed altri che, tra l’altro, impegna il Governo:

• a verificare che siano realizzate le condizioni affinché l’Italia, dopo aver ridotto il disavanzo al 3 per cento del PIL nel 2012, possa ottenere, nel corso del 2013, una valutazione positiva nell’ambito della procedura europea sui deficit eccessivi;

• ad adottare un provvedimento d’urgenza per accelerare il pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni con un impatto sull’indebita mento netto previsto in circa 0,5 punti percentuali di PIL, ferma restando la necessità che il medesimo indebitamento netto per l’anno in corso non superi il 2,9 per cento del PIL.

Con il rinvio del Consiglio dei Ministri i tecnici del Ministero del Tesoro avrebbero maggiore tempo a disposizione per trovare alternative fonti di finanziamento alla restituzione dei debiti nei confronti delle imprese. In una nota ella Commissione europea si legge, poi, che, nell’ottica di far presto, il commissario Ue per gli Affari Economici, Olly Rehn, ha avuto una conversazione telefonica di circa un’ora con il premier, Mario Monti. Rehn “ha dato mandato ai suoi servizi di esaminare immediatamente i termini del decreto”.

Monti ha rassicurato l’Ue: l’Italia rispetterà il tetto del 3% del rapporto deficit/pil. Il premier si è impegnato a coprire una parte dei debiti della p.a. senza sforare il tetto del 3% del deficit rispetto al Pil.

Fonte: Lavoripubblici.it