Emilia Romagna: Imu più pesante per imprese e famiglie

imuSecondo i dati della Cna l’Imu versata dalle imprese emiliane per gli immobili commerciali e produttivi è maggiore che nel resto dell’Italia.

Qualche cifra fornita dalla Cna: il gettito medio in Emilia Romagna nel 2012 è stato di 2.317 milioni di euro.

Il passaggio di tassazione dall’Ici all’Imu ha prodotto nella regione un aumento della tassazione sugli immobili di 1.355 milioni di euro, pari al +141% nell’arco di un solo anno (2011-2012).

L’83% degli incassi è attribuibile alle seconde case e agli immobili produttivi e commerciali (laboratori artigiani, capannoni, alberghi, negozi, uffici) per un valore di 1.919 milioni di euro.

I dati sono frutto di una ricerca che CNA Emilia Romagna ha commissionato al Centro Studi Sintesi di Venezia, al fine di avere un quadro dettagliato dell’incidenza della nuova imposta sia a livello regionale che per singolo Comune. La conclusione è che le imprese emiliane pagano l’Imu più cara nel territorio nazionale.

Inoltre, secondo quanto afferma la Cna, sembra che i Comuni della Regione Emilia Romagna non solo non abbiano intenzione di ridurre le aliquote su queste tipologie di immobili, ma che per il 2013 vogliano applicare alla rendita catastale dei capannoni, quindi ai fabbricati produttivi di categoria D, un coefficiente maggiore, che passerà da conseguenza da 60 a 65.

Tra le province più care è Ravenna, con un gettito di 578 euro pro capite, decisamente più alto della media nazionale ferma a 391 euro.

La Cna lancia un appello per chiedere l’esclusione dal pagamento dell’Imu degli immobili strumentali utilizzati dalle imprese, tanto più che non possono essere considerati come una forma di accumulo di patrimonio.