Fiorano Modenese è ‘Città d’Italia’

fioranoSi è svolto, ieri pomeriggio, alle ore 18, presso la Sala Consiliare Maria Mescoli, la seduta straordinaria del Consiglio Comunale per il riconoscimento a Fiorano Modenese del titolo di ‘Città d’Italia’, alla presenza di un folto pubblico, fra i quali lo spezzanese on. Matteo Richetti, l’assessore provinciale ed ex sindaco Egidio Pagani, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sassuolo cap. Alessandro Crosato, il dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Sassuolo Michele Morra, il comandante della Compagnia Carabinieri Stazione di Fiorano Lorenzo Mosto, il sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi Francesca Chetta, il presidente del Forum delle Associazioni Dorando Chiesi, il presidente di System e cittadino onorario Franco Stefani, l’ex sindaco Renzo Sola, il parroco di Fiorano Don. Giuseppe Albicini e il parroco di Ubersetto Don Angelo Lovati, i rappresentanti delle associazioni di categoria, rappresentanti delle associazioni fioranesi e del Consiglio Comunale dei Ragazzi.

L’importanza della seduta è stata sottolineata nel suo saluto dal presidente Elisabetta Valenti che ha ricordato l’importanza del comune ma anche il ruolo dei cittadini.

Il sindaco Claudio Pistoni in apertura del suo intervento ha affermato che il titolo di ‘città’ è un riconoscimento a tutta la comunità; l’amministrazione comunale, ritenendo che Fiorano avesse le caratteristiche per meritare il riconoscimento ha avviato l’iter e inviato a Roma una relazione che nelle prossime settimane verrà distribuita ai cittadini e alle associazioni.

Se nel passato Fiorano era un borgo agricolo, definito di bellissimo sito, nel tempo è diventato città dei motori, cuore produttivo della ceramica, con una storia ricca di pagine importanti come quella risorgimentale, con siti culturali e muserali, con la Riserva Regionale delle Salse di nirano che è sito di interesse comunitario, con la Basilica Minore dedicata alla Beata Vergine del Castello, con un ricco associazionismo, impianti culturali e sportivi, senza perdere gli elementi di solidarietà e la vivace attività di comunità aperta.

Il titolo di città il sindaco Pistoni l’ha proiettato nel presente e nel futuro: “Abbiamo scelto di avviare l’iter in questo momento di crisi, perché Fiorano si vuole distinguere per la qualità della vita e dei servizi, ma anche per la qualità della sua economia e dei suoi prodotti, che siano espressione dell’italianità che deriva dal Rinascimento e che ci distingue il tutto il mondo”. Nell’epoca della globalizzazione, ciò che ci distingue deve essere evidenziato e valorizzato. E’ in questa scommessa che Fiorano deve distinguersi per la qualità la vera sfida per il futuro. “Per tutto questo sono felice di ricevere il decreto che ci nomina Città d’Italia”

Sono quindi seguiti diversi interventi: il sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi Francesca Chetta ha raccontato che la sua esperienza è stata bellissima, contrassegnata da tre momenti chiave: le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, l’intitolazione del parco di Via Loira a Iqbal Masih e oggi il riconoscimento del tittolo di città.

Il presidente del Forum delle Associazioni Dorando Chiesi ha ricordato come a Fiorano siano iscritte nell’apposito albo circa 80 associazioni, nelle quali più di 7000 persone offrono gratuitamente il loro tempo libero e la loro presenza attiva in tutti i settori della comunità. L’associazionismo, con l’obiettivo di incentivare i valori umani, ha svolto un ruolo che si è evoluto ed è stato opportunità di crescita per Fiorano. Ha auspicato, in questi anni difficili che il welfare della solidarietà si mantenga e aumenti, capace di diventare sempre più a misura di persona, di ogni persona.

I capigruppo hanno evidenziato diversi aspetti capaci di descrivere Fiorano; Riccardo Amici, dell’Idv, ha affermato che il riconoscimento si riempie delle storie di tutti i cittadini, ‘che hanno costruito mattone su mattone la splendida città che abitiamo’; Graziano Bastai, di Pdl – Lega Nord ha ricordato l’apporto di tutti i consiglieri per cercare di creare un sistema che possa dare delle risposte importanti per i bisogni e le attese dei cittadini, con servizi e bene non solo per il presente, ma che durino; Innocenzo Capano, del Gruppo Misto, quale immigrato dal primo comune gemellato, San Donato di Ninea, ha citato le origini di chi abita a Fiorano, provenienti da 104 province italiane e da più di 60 nazioni del mondo, che con il loro lavoro e rischiando di persona hanno trasformato un paese dichiarato ‘depresso’ in un polo di 12.000 posti di lavoro; Matteo Orlandi, del Fli, ha parlato di giusto riconoscimento per una comunità che ha sviluppato nei secoli i principi della solidarietà e della sussidiarietà in un territorio privilegiato, in una terra caratterizzata dall’ingegno e dal lavoro dell’uomo, diventando un centro urbano senza perdere il senso della comunità ed i suoi valori, Giovanni Gilli, del Pd, dopo avere dichiarato il titolo di città un premio per il percorso svolto nella storia e diversità come ricchezza, ha auspicato che nel futuro Fiorano prosegua questo percorso dimostrandosi degna di fregiarsi di tale onore.

Il Prefetto Benedetto Basile ha citato l’articolo della legge che chiarisce gli elementi necessari per fregiarsi del titolo di città, concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno, in base ad una fase istruttoria della Prefettura ai ‘comuni insigni per ricordi, monumenti storici e per l’attuale importanza’ e la relazione del Ministro Cancellieri consegnata al Presidente della Repubblica ripercorre questi elementi: la millenaria storia con l’eneolitica ‘Cultura di Fiorano’, Ciro Menotti, lo sviluppo industriale del presente, l’essere famosi nel mondo per il circuito della Ferrari. Il titolo di città non è soltanto un emblema “ma in questo periodo di crisi deve rappresentare un impulso per rilanciare l’attività economica”.

Il Consiglio Comunale si è concluso con la consegna del Decreto al sindaco e con la firma del verbale di consegna. Il Comune ha donato in ricordo della giornata, al Prefetto e alle altre autorità, la medaglia coniata in occasione del 60° Anniversario del Consiglio Comunale, la stampa di Ciro Menotti con il motto ‘Il vostro primo pensiere sia d’unire’, una confezione di aceto balsamico e una pubblicazione su Fiorano,