Fisco, la Commissione tributaria di Reggio contro il redditometro: “Illegittimo

redditometroIl Redditometro? Non solo viola la privacy dei contribuenti, ma è anche «al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria». Una bocciatura non da poco – la seconda in pochi mesi – per lo strumento di accertamento di spesa (e quindi di reddito) messo in piedi dall’Agenzia delle Entrate. Che non servirebbe neppure a reprimere l’evasione. Anzi favorirebbe il «contribuente più agiato». La doccia fredda è arrivata l’altro ieri dalla Commissione tributaria di Reggio Emilia (sentenza n. 74.02.13, messa in rete dal sito www.leggioggi.it).

In sostanza i giudici emiliani (Mara Reggioni, Luigi Tosi e Massimo Crotti), hanno disapplicato il provvedimento. Questo perché i dati statistici di accertamento collocano il contribuente (o meglio il nucleo familiare) in cinque grossolane macroaree, posizionandolo «all’interno di ciascuna delle tipologie di contribuenti del tutto differenti tra loro».

La sentenza fa seguito a un altro pronunciamento sempre del Ctp di Reggio Emilia (n. 172.01.2012), con cui la medesima sezione aveva già chiarito «che il nuovo redditometro pur essendo più favorevole al contribuente, trovava applicazione anche prima del 2009». Ma c’è di più. I giudici emiliani hanno recepito anche l’ordinanza del Tribunale di Napoli (Sezione civile di Pozzuoli) del 21 febbraio 2013, che bollava come «illegittimo e radicalmente nullo» il decreto ministeriale. La controversia emiliana nasce dall’impugnazione di due avvisi di accertamento (del 2007 e del 2008) sulla base del vecchio Redditometro. Ricalcando la sentenza del tribunale napoletano i giudici di Reggio Emilia ribadiscono che «il nuovo redditometro sarebbe stato emanato al di fuori del perimetro fissato dalla normativa primaria e dei suoi presupposti al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria».