Pronto il terzo decreto esodati, ecco chi sono i salvaguardati

pensioniFirmato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il terzo decreto per gli esodati, che prevede la salvaguardia per altri 10.130 lavoratori. Acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari competenti, afferma il dicastero di via Veneto, la Fornero “ha firmato, d’intesa con il ministro dell’Economia, il terzo decreto in favore dei lavoratori salvaguardati, ai quali verrà applicata la precedente normativa in materia di requisiti e decorrenze del trattamento pensionistico”.

Il provvedimento, in particolare, prevede “la salvaguardia per un numero complessivo di 10.130 lavoratori, che si aggiungono alle platee di lavoratori già individuati dai precedenti due decreti”. Il decreto “è stato inviato alla Corte dei conti per la registrazione”.

In molti attendevano che giungesse questo momento. Il ministro Fornero ha firmato ieri in tarda serata anche il terzo decreto per la salvaguardia di 10.130 lavoratori che, per effetto della riforma delle pensioni da lei stessa voluta, si sono trovati senza lavoro e senza assegno pensionistico.

Non si può ancora dire che tutto sia fatto, il decreto di salvaguardia deve ancora passare alla Corte dei Conti e poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per poter diventare effettivamente operativo.

Nel decreto sono contenute le regole e le modalità con le quali questi lavoratori potranno accedere alla pensione, nello specifico saranno salvaguardati:

1. 2.560 lavoratori in mobilità ordinaria o in deroga;

2. 1.590 autorizzati al versamento volontario dei contributi previdenziali;

3. 5.130 “cessati” che hanno risolto il rapporto di lavoro in ragione di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo;

4. 850 prosecutori volontari in attesa di concludere la mobilità.

Il testo, leggermente modificato prima della firma di ieri, contiene alcune novità. Prima tra tutte il fatto che i lavoratori non saranno automaticamente salvaguardati, ma dovranno presentare, secondo le modalità previste nel testo diverse per ogni categoria di lavoratori, specifica domanda alle direzioni territoriali del lavoro competenti o all’Inps, entro e non oltre 120 dalla data di pubblicazione in Gazzetta del Decreto.