Crisi ed economia, il sentiment di professionisti e imprenditori modenesi

sentimentUbs ha presentato nel corso del convegno a Villa Casino Riva di Nonantola una ricerca su Modena realizzata da Eurisko. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di imprenditori, professionisti e dirigenti modenesi, ha indagato il sentiment della città rispetto ad alcuni temi di attualità quali il contesto economico generale, l’andamento e le prospettive della propria attività professionale, gli orientamenti agli investimenti.

Il contesto generale

Modena rappresenta un’eccellenza nazionale dal punto di vista economico e sociale. Nonostante la crisi e il terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna lo scorso anno, la città ha mantenuto le proprie posizioni nelle classifiche nazionali.

Tuttavia, anche in una realtà territoriale vivace come quella modenese, gli indici sono negativi: il giudizio sull’economia globale resta infatti critico (per il 37 per cento degli intervistati il 2013 andrà peggio del 2012 e per il 51 per cento resterà invece uguale).

Ancora maggiore appare il pessimismo sulla situazione economica in Italia (ben il 67 per cento del campione si aspetta un peggioramento quest’anno) e locale (per il 41 per cento la congiuntura economica del territorio è destinata ad una involuzione).

Anche per quanto riguarda le aspettative sull’andamento dell’attività professionale nel 2013 si registra una sostanziale disillusione rispetto a sviluppi positivi (il 19 per cento degli intervistati, infatti, si aspetta una flessione delle proprie attività e ben il 70 per cento ritiene che non vi saranno scostamenti).

Per quanto riguarda la struttura produttiva, che appare meno in crisi rispetto a quella di altre realtà, si osserva che le imprese modenesi risultano meno dinamiche che altrove: si registra, infatti, un’ampia prevalenza di imprese mature (63 per cento) la cui attività è rimasta stabile contro un numero ridotto di start-up (9 per cento) e di aziende in espansione (4 per cento).

La classe dirigente locale dimostra un orientamento verso l’estero e la globalizzazione più moderato, rispetto ad altre realtà cittadine del nostro Paese (il 37 per cento del campione ha avviato relazioni con l’estero e il 29 per cento prevede di incrementare i propri contatti fuori dall’Italia).

Il contesto privato e gli investimenti a Modena

Il 2012, anno di fatto eccezionalmente felice per i mercati, viene giudicato in modo positivo solo dal 15 per cento degli intervistati, evidenziando quindi una forte componente emotiva individuabile tramite studi di finanza comportamentale. La maggioranza degli intervistati ha riferito di un andamento sostanzialmente neutro degli investimenti personali nel 2012 (54 per cento) e un terzo ha addirittura riportato di un andamento negativo (31 per cento).

La percezione di Modena sull’andamento dei mercati globali nel 2012 è molto negativa, soprattutto se confrontata con quella di altri territori: sono in pochi (solo il 16 per cento del campione) a riconoscerne la performance positiva registrata. Mentre nel 2013, l’aspettativa è di moderato ottimismo.

Moderato anche l’orientamento ad un approccio più dinamico agli investimenti rispetto al 2012. Il 16 per cento si dichiara propenso a incrementare il dinamismo in portafoglio, contro un 40 per cento orientato ad adottare una gestione più statica.

Una conferma dell’assetto forse troppo difensivo proviene dai dati relativi alla propensione ad investire nei mercati internazionali: modesta è la disponibilità a cogliere le opportunità provenienti dai mercati emergenti (solo il 23 per cento) spesso considerati lontani, poco sicuri e non regolati. Di contro, rispetto al campione nazionale si rileva una maggiore disponibilità ad investire sul mercato italiano (22 per cento) nonostante la percezione di un andamento non particolarmente brillante,

La fiducia a Modena

Il terzo tema trattato dalla ricerca riguarda la fiducia rispetto alla sicurezza dei depositi bancari e all’interlocutore finanziario nel campo della gestione delle risorse private.

Per il 60 per cento degli intervistati i depositi sono sicuri come in passato, mentre il 36 per cento manifesta inquietudini e dubbi. È invece venuta un po’ meno la fiducia verso la capacità degli investimenti di creare ricchezza per le famiglie (il 54 per cento del campione si è dichiarato negativo in questo senso). I mercati sono visti come entità non trasparenti e per questo poco degne di fiducia.

Pur giudicando la relazione con il proprio consulente finanziario generalmente positiva, i clienti non sempre si dichiarano convinti che il proprio interlocutore sia in grado di proteggere e, soprattutto, accrescere il patrimonio finanziario. Più di 4 modenesi su 10 ritengono che il proprio interlocutore non possieda la competenza necessaria a fornire supporto e soluzioni efficaci per diversificare e aumentare i propri risparmi.

«Nonostante la percezione diffusa di un anno negativo per gli investimenti, il 2012 è stato invece molto positivo», commenta Paolo Basso, responsabile della filiale Ubs di Modena. «Coloro che si sono affidati ad una consulenza finanziaria capace di coniugare competenze globali e specializzate nella gestione dei patrimoni privati ad un presidio locale, hanno beneficiato delle opportunità offerte dai mercati, non sempre colte dagli investitori. Oggi i mercati continuano a offrire occasioni di investimento nelle diverse classi di attivo, a patto di saperli leggere e essere pronti ad agire».