Istat, crollano i consumi delle famiglie

istatUn crollo del potere d’acquisto delle famiglie, quindi dei consumi, quindi del Pil. È quanto purtroppo è accaduto in Italia nel 2012. A certificarlo l’Istat con la diffusione del Rapporto annuale 2013.

Nel 2012 il Pil ha segnato una diminuzione del 2,4% in termini reali, dovuta principalmente alla caduta della domanda interna, con la sola domanda estera a tenere. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito del 4,8%. Una caduta di intensità eccezionale che giunge dopo un quadriennio caratterizzato da un continuo declino. Per far fronte al nuovo calo del reddito disponibile, le famiglie hanno ridotto dell’1,6% la spesa corrente per consumi: ciò corrisponde a una flessione del 4,3% dei volumi acquistati, la più forte dall’inizio degli anni Novanta. Parallelamente è diminuita la propensione al risparmio, che si attesta ormai su livelli sensibilmente inferiori rispetto a quella delle famiglie tedesche e francesi, più vicina alla propensione al risparmio del Regno Unito, tradizionalmente la più bassa d’Europa.

In questo scenario non stupisce come nel 2012 sia aumentato fino al 62,3% il numero di famiglie che hanno adottato strategie di riduzione della quantità e/o qualità dei prodotti alimentari acquistati (quasi nove punti percentuali in più rispetto all’anno precedente). Nel 12,3% dei casi gli italiani hanno scelto per gli acquisti alimentari gli hard discount. La forte contrazione della spesa delle famiglie ha avuto un riflesso negativo sulle diverse tipologie di vendite al dettaglio (-1,7% nel 2012). Un segnale della severità della crisi proviene dalla caduta delle vendite nel comparto alimentare (-1,7% soltanto nell’ultimo trimestre del 2012). Tra le spese non propriamente necessarie da segnalare la riduzione dei viaggi, che tra il 2008 e il 2012, sono calati del 36%, con la diminuzione del 29,1% delle notti trascorse fuori casa.

Casa che, comunque, è sempre più a rischio. Nel settore delle costruzioni è proseguita, per il quinto anno consecutivo, la fase di contrazione degli acquisti e quindi dell’attività produttiva. La crisi del settore è bene evidenziata dai volumi delle compravendite, che segnalano in tutti i segmenti del mercato la più ampia riduzione su base annua degli scambi dal 2004. Complessivamente nel 2012 i passaggi di proprietà di unità immobiliari si sono ridotti del 22,6%.

Fonte: Businesspeople