Ocse “Italia in recessione, peggio del previsto nel 2013”

ocseL’Italia “restera’ in recessione per tutto il 2013 a causa degli effetti sull’attivita’ economica del consolidamento fiscale e della stretta sul credito”. E’ quanto prevede l’Ocse nel suo Economic Outlook. “L’occupazione e le ore lavorate”, prosegue, “continueranno a calare, pesando sui bilanci delle famiglie e sulla spesa per consumi”.

Nonostante le ricapitalizzazioni, sottolinea l’organizzazione di Parigi, il settore bancario non riuscira’ a sostenere gli investimenti e i consumi a causa dei bilanci in perdita. Nei dettagli, l’Ocse prevede per l’Italia un Pil in calo dell’1,8% nel 2013 e in crescita dello 0,4% l’anno successivo. “La bassa crescita e la debolezza delle banche interagiscono per prolungare la recessione”, tira le somme l’Ocse che rileva pero’ un “miglioramento della competitivita’” legato da una parte al “rallentamento della crescita dei salari” e “ai costi unitari del lavoro che iniziano a migliorare”. E dall’altra al “rafforzamento della competitivita’ sui prezzi” degli esportatori, causato dalla riduzione dei margini di profitto.

“Con un’occupazione prevista in calo nel 2013 e nel 2014 e con una propensione al risparmio delle famiglie calata in modo significativo negli ultimi anni, non e’ possibile prevedere molta crescita nella domanda dei consumatori”, si legge ancora nell’Outlook, “soprattutto dal momento che le condizioni del credito miglioreranno solo con lentezza”. “Il credit crunch colpisce anche gli investimenti, quindi la domanda interna restera’ molto compressa e la produzione si riprendera’ lentamente”, conclude l’Ocse. “Ad ogni modo, le esportazioni trarranno benefici dal rafforzamento della crescita del mercato nel 2014”. Preoccupante in particolare il capitolo sul lavoro.

Il tasso di disoccupazione in Italia e’ destinato a salire all’11,9% nel 2013 per toccare il 12,5% nel 2014. “A dispetto della profondita’ della recessione, l’occupazione e’ stata piu’ irregolare, calando relativamente poco nel 2012”, osserva l’Organizzazione, “ma la disoccupazione e’ cresciuta abbastanza in fretta, in parte a causa dell’aumento della forza lavoro, con un tasso di disoccupazione salito all’11,5% all’inizio del 2013”. La previsione “non e’ una sorpresa” e il governo sta lavorando al piano che sara’ presentato a fine giugno inizi luglio, ha ricordato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini.

“Che nel 2014, anche in presenza di una ripresa ci sia un aumento della disoccupazione – spiega – era anche nelle previsioni del Def. Quindi l’aumento della disoccupazione non e’ una sorpresa. Abbiamo un’ampia capacita’ produttiva inutilizzata e tanta cassa integrazione”.