Richard Ginori: accordo con Gucci, salvi 230 lavoratori

RICHARDGINORIGucci comunica che, a seguito del buon esito dell’assemblea dei lavoratori, si e’ proceduto alla firma dell’accordo definitivo con tutte le parti coinvolte e che l’organico della nuova Richard Ginori sara’ composto da 230 persone, coerentemente con il piano industriale presentato.

“Nel comune e prioritario intento di minimizzare gli impatti e le ricadute sociali per i 73 dipendenti per cui non e’ stato possibile trovare un collocamento nell’organico individuato – si legge in una nota -, nel corso delle trattative si e’ convenuto di stabilire un piano di sostegno modulato e graduato, sulla base delle diverse e specifiche situazioni ravvisate e analizzate”. – Gucci ha compiuto uno “sforzo, non indifferente e non scontato alla luce dell’attuale contesto, per minimizzare il piu’ possibile le ricadute occupazionali”, si sottolinea.

“Nel pomeriggio di oggi si e’ proceduto alla consegna delle lettere ai dipendenti di Richard Ginori”. Gucci ha voluto manifestare la “propria disponibilita’, non certo scontata nell’ambito di un fallimento – si precisa -, a fornire ai lavoratori che non rientreranno nell’organico della nuova Richard Ginori opportunita’ occupazionali alternative, strumenti per la ricollocazione e sostegni economici che sono stati concordati fino a 30 mila euro”. La societa’ esprime il suo “rammarico per non aver potuto offrire una permanenza all’interno della manifattura a tutti gli attuali lavoratori, ma le condizioni di degrado in cui si e’ venuta a trovare la storica azienda fiorentina impongono un piano di efficientamento e recupero razionale prioritariamente focalizzato al rapido rilancio. Gucci auspica che i percorsi occupazionali messi a disposizione riescano a perseguire l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione per tutti i lavoratori, anche grazie alla disponibilita’ delle istituzioni”.

“Nel contempo Gucci e’ certa di poter contare sul contributo, la professionalita’ e l’impegno delle risorse della nuova Richard Ginori per riportare lo storico marchio fiorentino agli splendori meritati del passato”, si conclude.