Sangalli: 650mila posti a rischio, ora la crescita o l’Italia muore

ricercalavoro«Nessun futuro per l’Italia senza crescita. La rotta va invertita, in Italia e in Europa, insieme. Ora tocca a voi». L’ultimo appello delle Pmi «che non ce la fanno più» è arrivato giovedì dal palco dell’assemblea di Rete Imprese Italia. Il fisco, quindi la riduzione dei livelli record raggiunti dalle tasse, è la prima delle quattro priorità (insieme a credito, semplificazione e lavoro) che il presidente Carlo Sangalli snocciola al nuovo governo di Enrico Letta, in prima fila nella platea dell’Auditorium accanto al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e altri esponenti dell’esecutivo. Immediata la risposta di Zanonato, in una delle sue prime uscite pubbliche: «la riduzione fiscale per le imprese è indispensabile, senza tuttavia compromettere la tenuta dei conti pubblici».

In assenza di una sensibile accelerazione della crescita, le imprese italiane potrebbero trovarsi nella necessità di

operare tagli di occupazione compresi fra 400 e 650 mila unità, avverte una ricerca Cer-Rete Imprese. E allora occorre subito, è l’ultimatum di Sangalli, «disinnescare la miccia del micidiale combinato maldisposto estivo: ulteriore aumento dell’Iva, debutto della Tares e rata Imu». In particolare, secondo gli imprenditori, l’Imu di giugno va sospesa anche per gli immobili di imprese, come per le abitazioni.

Questa è una crisi senza precedente, peggiore della Grande Depressione degli anni Trenta, ha rimarcato ancora il presidente dell’organizzazione che associa Confartigianato, Casartigiani, Confesercenti, Cna, Confcommercio (oltre 4milioni di imprese, 14 milioni di occupati), in 6 anni l’Italia ha perso oltre 5 punti di competitività, mentre la Germania ne ha guadagnati 6. Per questo serve un cambio di rotta, e subito, è stata la richiesta di Sangalli.