Confindustria: politica rigore dell’Europa è miope

giorgiosquinziIl presidente di Confidustria, Giorgio Squinzi, ritiene che l’Europa abbia applicato una politica di rigore “a dir poco miope” con rischi per la tenuta sociale e delle imprese italiane.

Nell’intervento all’assemblea generale di Assolombarda per l’insediamento del nuovo presidente Gianfelice Rocca, Squinzi ha sostenuto che “l’Europa si è accanita con una politica di rigore a dir poco miope, dimenticando che solo la crescita può sostenere il rigore finanziario”.

Squinzi ha sottolineato che “tutti conoscono il mio impegno per l’Europa e quanto sia un europeista convinto”

“Proprio questa mia convinzione mi porta a valutare, oggettivamente, che vi sia un errore di fondo da correggere nella politica economica dell’Unione, nel suo modo di interpretare e rispondere alla crisi” ha affermato.

Secondo il presidente di Confidustria, “la bandiera dell’austerità è stata eretta per recuperare credibilità. Abbiamo dimostrato di saper fare sacrifici, di essere un grande Paese europeo, che nell’Europa crede e che nell’Unione ha dato tanto”. E tuttavia, prosegue Squinzi, “se il rigorismo e l’austerità mettono in ginocchio la tenuta sociale e il patrimonio delle nostre imprese costruito in decenni e generazioni di duro lavoro affinché altri possano fare shopping portandosi a casa i nostri pezzi migliori a prezzi da saldo, la soluzione si trasforma in problema e dobbiamo dire di no”.

Per Squinzi, “se mettiamo a confronto il debito estero e il debito sottoscritto dagli italiani e lo rapportiamo alla ricchezza delle famiglie, che è il vero asset, l’Italia sta ben al di sotto il 100% che separa l’area della sostenibilità da quella della insostenibilità, dove troviamo i paesi che falliscono o rischiano di fallire”.

Squinzi ha infine puntato il dito anche contro la barriera del 3% nel rapporto deficit/Pil – “Una logica difficilmente accettabile” – auspicando una modifica di questo modello di analisi, e che “come per il debito pubblico, il rapporto andrebbe tarato sulla ricchezza complessiva della nazione”.