Crisi: Draghi, a meta’ 2012 rischio collasso mercati credito

draghi“A meta’ 2012 la crisi ha assunto una nuova dimensione” e la Bce “vedeva il rischio di un collasso totale dei mercati del credito”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, descrivendo, in un discorso a Berlino, le tappe della crisi nell’Eurozona.

Allora, “i rischi per la sostenibilita’ dei conti pubblici e la crescente sfiducia dei mercati verso alcuni Paesi dell’Eurozona ha iniziato a estendersi ai settori bancari” degli stessi Paesi.

“Gli stretti legami – ha ricordato Draghi – tra il debito sovrano e le banche minacciavano la stabilita’ dell’intero settore bancario di alcuni Paesi”. Gli investitori internazionali “hanno improvvisamente perso fiducia rispetto alla capacita’ di sopravvivenza dell’area dell’euro nella sua composizione attuale” e la possibilita’ che “gli impegni presi da alcuni Governi e alcune societa’ private in alcuni Paesi non potevano essere soddisfatti in euro e’ diventata reale”.

Alla fine, “la frammentazione delle condizioni finanziarie era diventata cosi’ grave – ha detto Draghi – da mettere a rischio la nostra capacita’ di gestire la politica monetaria per l’Eurozona nel suo insieme. In questo contesto, dovevamo intervenire”. Da quando, quasi un anno fa, e’ stato annunciato il piano Omt per l’acquisto di titoli di Stato di Paesi sotto stress “l’eccesso di liquidita’ nelle economie ‘core’ e’ stato in parte riassorbito mano a mano che depositi e risparmio sono ritornati verso la periferia”.

I tassi di interesse in Germania “sono aumentati mentre sono scesi” nei Paesi periferici