Il rapporto dei Caf, 400mila senza lavoro

disoccupazioneHanno perso il lavoro e non hanno nè pensione nè indennità di disoccupazione. Sono 400.000 i contribuenti senza sostituto d’imposta che non hanno potuto presentare il 730. Dovranno presentare il modello Unico e quindi «dovranno aspettare circa 2 anni per ricevere rimborsi» fiscali. La denuncia è della Consulta dei Caf, Centri assistenza fiscale.

«ULTERIORMENTE PENALIZZATI» – A chiusura della campagna fiscale 2013, la Consulta Nazionale dei Caf stima che siamo circa 400.000 i contribuenti che non hanno potuto presentare il modello 730 perché privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio. «Ne consegue che questi soggetti, già in una situazione di evidente difficoltà economica, saranno ulteriormente penalizzati – sottolinea il presidente della Consulta Valeriano Canepari – perché anziché ricevere il conguaglio a luglio, dovranno aspettare circa due anni per ricevere i rimborsi derivanti ad esempio dagli interessi passivi dei mutui o dalle detrazioni per la ristrutturazione e ancora dalle spese per l’istruzione dei figli o da spese mediche sostenute». I Caf chiedono un intervento al governo per modificare la normativa anche perché «con l’acuirsi delle difficoltà economiche ed occupazionali registriamo un consistente aumento di questa tipologia di contribuenti», che nei fatti viene «penalizzata ulteriormente».

«IMPOVERIMENTO PROGRESSIVO» – Il ceto medio popolare «sta sprofondando, colpito dalla crisi e dalla perdita di lavoro, bisogna introdurre elementi di equità attraverso leve fiscali», sottolinea il presidente delle Acli Giovanni Bottalico, a margine della presentazione a Roma del primo rapporto sui dati dei Caf Acli. «I dati confermano l’impoverimento progressivo delle famiglie chiediamo al governo attenzione per questo ceto medio popolare che non ce la fa più e di dare supporto alle famiglie in difficoltà. Servono grandi riforme – aggiunge Bottalico – il processo virtuoso riparte se ripartono i consumi». La prima cosa da fare per il presidente delle Acli è dare qualche certezza sulle politiche fiscali perché « trovarsi ogni giorno nuove tasse non fa bene al Paese ma soprattutto disorienta in una situazione già difficile». Bottalico si dice favorevole a una patrimoniale che faccia in modo che «chi ha di più contribuisca di più». «Oggi il dibattito è sull’Imu ma agevola solo chi possiede di più – aggiunge – anche per quanto riguarda l’Iva, diciamo no all’aumento perché gli aumenti a tappeto colpiscono chi è in difficoltà».

Fonte: Corriere.it