Reti d’impresa strategiche contro la crisi

impreseSono state 455 le aziende italiane che nei primi 3 mesi del 2013 hanno utilizzato lo strumento del contratto di rete dando così vita a 94 nuove reti d’impresa; sale così a 792 il numero dei contratti registrati nel nostro Paese per un totale di 4.091 imprese coinvolte. È questo il primo dato che emerge dal terzo Osservatorio sulle reti d’impresa realizzato da Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano

I contratti di rete sono forme di collaborazione che consentono di mettere assieme risorse e capacità con l’obiettivo di acquisire maggiore forza competitiva, produttiva e commerciale.

Con 189 contratti che coinvolgono 613 imprese la regione l’Emilia Romagna si posiziona al secondo posto dopo la Lombardia e, in particolare la provincia di Modena, con 153 aziende, registra il maggior numero di imprese coinvolte, seguita da Bologna con 149 e Ravenna con 58.

Tra i dati più interessanti dell’indagine emerge quello sulle aziende che appartengo al settore manifatturiero: la crescita del fatturato delle imprese che hanno creato una rete e stata più del doppio rispetto a quelle che non lo hanno fatto sono (10,1 per cento contro 4,6 per cento).

Inoltre le aziende che decidono di formare una rete si caratterizzano già in partenza per un migliore posizionamento competitivo: in un caso su due fanno già parte di gruppi economici (contro il 35 per cento circa delle imprese non in rete), hanno attività di export (50 per cento circa contro 31 per cento), certificati di qualità (26,7 per cento contro 17,2 per cento), partecipate estere (17,8 contro 7,5 per cento), marchi registrati a livello internazionale (16,4 per cento contro 8,5 per cento), richieste di brevetti all’EPO (16,3 per cento contro 7,3 per cento), certificazioni ambientali (8,2 per cento contro 3,4 per cento).

Più in generale, lo studio di Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano evidenzia come la rete consenta di valorizzare al meglio la complementarietà industriale delle imprese. L’83 per cento delle reti è composta da imprese specializzate in comparti produttivi differenti. Inoltre, il 31 per cento sono di piccole dimensioni o addirittura imprese cosiddette micro (51,2 per cento), esattamente le realtà che hanno maggior bisogno di accrescere la loro capacità di fare innovazione, vendere, esportare, creare marchi e che difficilmente ci riuscirebbero potendo contare solo sulle proprie forze.

Per formare le aziende sul come «fare rete» tra fine 2012 e inizio 2013 sono nati tre Laboratori regionali per le Reti d’impresa (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna), veri e propri «incubatori» attivati da Intesa Sanpaolo con associazioni di categoria locali ed enti di ricerca per promuovere la conoscenza di questo strumento e agevolare l’incontro tra potenziali partner.