Bankitalia: stime di crescita ancora in calo

Banca-dItaliaCome anticipato all’Abi dal Governatore Ignazio Visco, Bankitalia rivede al ribasso di circa un punto percentuale le stime del Pil italiano nel 2013. Il Pil, si legge nel bollettino economico, dovrebbe contrarsi dell’1,9% e non dell’1% come stimato a gennaio scorso per poi tornare a crescere “a ritmi moderati” nel 2014 con un +0,7%.

Nel corso del prossimo anno la ripresa si rafforzerebbe gradualmente, grazie ad un moderato recupero degli investimenti produttivi e all’accelerazione degli scambi con l’estero, che riprenderebbero a crescere ai ritmi medi registrati nel decennio pre-crisi, spiega Via Nazionale. Nello scenario prefigurato gli investimenti sarebbero favoriti, in particolare, dal miglioramento delle condizioni di liquidità delle imprese, associato agli effetti del rimborso dei debiti delle Amministrazioni pubbliche, e, in misura più contenuta, dagli ulteriori provvedimenti adottati dal Governo alla fine di giugno a sostegno della crescita. Secondo le valutazioni di Bankitalia, il provvedimento sui debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche, nell’ipotesi di una sua efficace attuazione, potrebbe contribuire alla crescita del prodotto per circa 0,1 punti percentuali quest’anno e 0,5 il prossimo.

Il Pil dell’Italia “sarebbe diminuito nel secondo trimestre, meno intensamente che nel primo”, con una “possibile stabilizzazione” degli investimenti e una produzione industriale che “avrebbe smesso di diminuire negli ultimi mesi”.

In Italia continuerà la stretta sui consumi anche nel 2014, con un -0,1% dopo il -2,3% di quest’anno e il -4,3% del 2012. Lo scrive Bankitalia: “la spesa delle famiglie, frenata dall’andamento del reddito disponibile e dall’elevata incertezza sulle prospettive del mercato del lavoro, resterebbe debole”.

“Sui tempi e sull’intensità della ripresa gravano i rischi di aumenti degli spread sui titoli di Stato”. Bankitalia sollecita quindi il governo a proseguire nel “conseguimento degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici” per contenere i premi di rischio.

In generale, prosegue Bankitalia, “sulla ripresa dell’attività economica tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 gravano rischi al ribasso, legati principalmente alle prospettive dell’economia globale, alle condizioni di liquidità delle imprese e a quelle dell’offerta di credito”. La domanda estera, conclude Via Nazionale, “potrebbe risultare più debole di quanto ipotizzato, se il ritmo di crescita delle principali economie emergenti dovesse diminuire e la debolezza ciclica in Europa dovesse protrarsi”

E’ previsto un peggioramento del mercato del lavoro quest’anno e una “timida” ripresa nella seconda metà del 2014. Lo scrive Bankitalia nel bollettino economico, sottolineando che il tasso di disoccupazione è stimato vicino al 13% l’anno prossimo.

“Le manovre correttive di finanza pubblica approvate nella seconda metà del 2011 hanno consentito all’Italia di uscire dalla Procedura per i disavanzi eccessivi avviata nel 2009”. Lo scrive Bankitalia, spiegando che secondo le sue previsioni “il rapporto tra l’indebitamento netto e il Pil rimarrebbe pressoché stabile nell’anno in corso, risentendo per circa mezzo punto percentuale degli esborsi associati al pagamento dei debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni”.