Unimore, dopo la laurea arriva anche il lavoro

studentiL’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) resta uno degli atenei italiani in grado di offrire migliori prospettive occupazionali e maggiori guadagni ai propri laureati. Parola del XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, un’indagine molto estesa che ha coinvolto a livello nazionale oltre 214mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio interuniversitario, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, e a quasi altrettanti intervistati a 3 anni e 5 anni.

Sul piano nazionale, escludendo le piccole università con meno di mille laureati all’anno, Unimore relativamente alla condizione lavorativa (nella accezione che di forza lavoro dà l’Istat) dei suoi laureati a un anno dal titolo si posiziona al quinto posto assoluto per minor numero di disoccupati (13,3 per cento).

Fanno meglio solamente Insubria (11,3 per cento), Verona (11,4 per cento), Trento (11,8 per cento), Torino Politecnico (12,1 per cento). Mentre, con 1.066 euro al mese di reddito di ingresso, i laureati Unimore si guadagnano il sesto posto assoluto (sempre a un anno dal conseguimento della laurea) tra quelli meglio retribuiti preceduti nella graduatoria dai colleghi di Teramo (1.286 euro), Torino Politecnico (1.137 euro), Piemonte Orientale (1.113 euro), Insubria (1.100 euro) e Sassari (1.097 euro).

«Tutti conosciamo il contesto nel quale devono essere letti questi dati», afferma il rettore Aldo Tomasi. «In una situazione così pesante e dura, anche dal punto di vista sociale, potere constatare che i nostri laureati hanno ancora buone prospettive di occupazione è un elemento di speranza e anche una rassicurazione che le scelte adottate in questi anni dai vertici dell’Ateneo riguardo alla offerta formativa sono state appropriate e lungimiranti».

Rispetto al contesto italiano, i laureati Unimore vantano livelli di disoccupazione inferiori del 10,1 per cento rispetto alla media nazionale (23,4 per cento) e guadagnano 123 euro in più al mese: 943 euro la media percepita da un giovane laureato italiano nel primo anno di lavoro.

Nel confronto con i dati AlmaLaurea, contenuti nel XIV Rapporto dell’anno scorso condotto sui laureati del 2010 sempre a distanza di un anno dalla fine degli studi, per i laureati Unimore c’è stato sicuramente un peggioramento degli sbocchi lavorativi, che ha portato ad un aumento (+2,6 per cento) del tasso di disoccupazione dal 10,7 per cento (anno 2011) al 13,3 per cento, ma un miglioramento della prima busta paga di +25 euro mensili, passata come peso da 1.041 euro a 1.066. Identica evoluzione sul piano nazionale sia riguardo alla disoccupazione dal 21,4 per cento (anno 2011) al 23,4 per cento che al guadagno: da 904 euro/mese (anno 2011) a 943 euro al mese.

Almalaurea analizza anche le differenze di inserimento nel mondo del lavoro tra le diverse facoltà e i diversi indirizzi di Unimore. Si piazzano meglio i laureati di Ingegneria. Qualche difficoltà in più, invece, per gli studenti di Scienze farmaceutiche. Buoni guadagni già in avvio per i laureati di Medicina e per quelli dell’ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia