Allarme di Confartigianato: con la Tares aumento del 17,6% a cittadino

taresPer alcune tipologie di imprese l’applicazione della nuova Tares “sarebbe un vero e proprio salasso”, con aumenti anche superiori al 300%, mentre ogni cittadino dovrebbe sostenere un rincaro medio di 26 euro, “il 17,6% in piu’ rispetto a quanto avviene con l’applicazione degli attuali tributi sui rifiuti: Tarsu e Tia”. E’ quanto sostiene Confartigianato che ha calcolato l’impatto del nuovo tributo su rifiuti e servizi In particolare “le attivita’ artigiane di pizza al taglio operanti in piccoli Comuni”, afferma lo studio, “subirebbero rincari del 301,1%. Non andrebbe meglio per i laboratori artigiani di pasticceria che pagherebbero il 181,7% in piu’.

Aumenti significativi anche per i piccoli produttori di pane e pasta che nel passaggio da Tarsu a Tares sarebbero costretti a sborsare il 93,6% in piu'”.

Una situazione “insopportabile” afferma il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. “Gli imprenditori non possono sopportare ulteriori aumenti di pressione fiscale – aggiunge -, ne’ l’incertezza su tempi e modalita’ di applicazione dei tributi”.

 

IMU: CONFARTIGIANATO, IN 2012 IMPRESE HANNO PAGATO 9,3 MLD

 

Nel 2012 gli imprenditori hanno pagato 9,3 miliardi di euro per l’imposta sugli immobili produttivi, il 39,1% del totale dei 23,7 miliardi di gettito Imu dello scorso anno. E da gennaio scorso il prelievo e’ lievitato dell’8,3%, “pari a 491,2 milioni di euro di maggiori tasse per le aziende italiane”. E’ quanto sottolinea Confartigianato che in vista delle decisioni del Governo su Imu e Tares ha calcolato l’impatto dei due tributi su imprese e famiglie. Secondo lo studio “l’Imposta municipale sugli immobili ha generato un maggiore prelievo fiscale di 14,5 miliardi sui contribuenti”. Nel passaggio da Ici a Imu, gli imprenditori sono stati piu’ penalizzati perche’ “il 50,6% dei Comuni italiani ha aumentato l’aliquota base da applicare agli immobili produttivi, il 47,9% ha mantenuto l’aliquota base del 7,6 per mille e soltanto l’1,6% dei Comuni l’ha ridotta: con il risultato che l’aliquota media nazionale applicata agli immobili produttivi e’ pari al 9,4 per mille, a fronte del valore base del 7,6 per mille”. Critico il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti: “Non e’ giusto – afferma in una nota – che gli immobili produttivi siano trattati alla stregua delle seconde case: i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perche’ sono la nostra prima casa. Vanno trovate soluzioni che, oltre ad evitare l’inasprimento della tassazione, siano capaci di garantire la semplificazione impositiva e amministrativa”.

 

Fonte: Agi