Per l’Ingv l’Emilia-Romagna resta zona a basso rischio sismico

sismaIl direttore dell’Ingv, Andrea Morelli ha spiegato che nonostante i sisma di maggio dell’anno scorso non ci sono iniziative che vadano nel senso di una revisione della mappa, per cui la classe 3 per la zona della Bassa Modenese è appropriata.

Andrea Morelli ha dichiarato: “Non ci sono al momento iniziative che vadano nel senso di una revisione della mappa”. “Sono tanti i parametri che si utilizzano per arrivare a definire una classe sismica ci si basa sull’energia dei terremoti, ma anche sulla loro frequenza e in base alle attuali norme di classificazione “la classe 3 per la zona della bassa modenese è appropriata”.

In questi giorni si è parlato dell’argomento quando il Governo, nell’approvare il testo del decreto ecobonus aveva escluso dalle agevolazioni fiscali per l’antisismica le zone del cratere emiliano in quanto, appunto, zone in classe 3.

In quel momento ha risposto il deputato del Sel Giovanni Paglia, chiedendo di ampliare le classi di rischio da inserire tra quelle da agevolare, poi il parlamentare Pd Davide Baruffi con la presentazione di un ordine del giorno che impegnasse il governo a rivedere l’esclusione e, ieri, il senatore democratico Stefano Vaccari che, approfittando della discussione in aula del decreto del fare, ha nuovamente chiesto un impegno sul tema.

Vaccari ha scritto: “Nelle more degli aggiornamenti delle mappe sismiche, considero un buon risultato l’impegno preso dal governo di adeguare la normativa” con l’inserimento tra i comuni che usufruiranno dell’agevolazione di quelli per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Per concludere, il direttore dell’Ingv ha anche sottolineato: “La mappa è perfettamente adeguata alle normative attuali di valutazione e non basata sui massimi valori attesi per ogni zona, ma sulla possibilità di avere un certo terremoto in un certo arco di tempo”.

“Se si volesse avere una sicurezza maggiore le classi, che sono fatte per dare dei riferimenti numerici a chi costruisce, dovrebbero essere basate sulla possibilità di scuotimento massimo, cosa che potrebbe essere fatta solo attraverso una decisione politica di un cambiamento complessivo nei parametri di valutazione per le classi di rischio ma questo renderebbe la costruzione degli edifici economicamente difficile da sostenere”.