Unioncamere: -29% domanda 2013 di lavoratori immigrati in industria e servizi

produzione industrialeLa contrazione maggiore del fabbisogno di lavoratori immigrati interessa piu’ il comparto dei servizi, dove quest’anno sono previste 13.430 assunzioni in meno rispetto al 2012 (-31,7% in termini relativi) e meno quello dell’industria che, complessivamente, riduce di 4.180 unita’ il suo fabbisogno (-22,9% sull’anno precedente). E’ da notare come di queste ultime, ben 2.940 (il 70,3%) si riferiscono al solo settore delle costruzioni che, nel confronto con il 2012, segnala una riduzione del proprio fabbisogno di manodopera immigrata del 35,5%.

Queste, in sintesi, sono le principali risultanze dell’indagine annuale sulla domanda di lavoro immigrato non stagionali per il 2013, segnalato dalle imprese italiane dell’industria e dei servizi e rilevato attraverso il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro. ‘I dati Excelsior – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – sono una preoccupante conferma della crisi del settore dei servizi e di quello delle costruzioni, fortemente legati al mercato interno e in cui la forza lavoro assicurata dagli immigrati rappresenta ormai un elemento strutturale e spesso qualificato. Questa ulteriore riduzione del loro fabbisogno e’ un segnale chiaro che, per sostenere i segnali di ripresa annunciati dal governo, e’ assolutamente indispensabile puntare sul rilancio della domanda interna, senza la quale non si risale la china della disoccupazione.

Ma la riduzione del fabbisogno di immigrati, evidenziato dalle imprese, segnala anche il rischio di perdere preziose competenze professionali che invece vanno salvaguardate mettendo in campo – come le Camere di commercio stanno facendo – iniziative per la riqualificazione delle competenze di chi ha perso un lavoro e per favorire, sostenendo chi sceglie di aprire un’impresa, l’integrazione e il rafforzamento dei legami culturali e commerciali dei lavoratori immigrati con i Paesi d’origine.’