Il modello delle smart city per battere la crisi

smart_citySempre più smart per battere la crisi: città ed imprese a confronto»: è questo il tema del convegno organizzato dal Gruppo Giovani di Confindustria Modena martedì 10 settembre alle ore 16 presso l’auditorium Giorgio Fini di via Bellinzona 27/A.

«Questo incontro rappresenta un importante momento di confronto», dichiara la presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Modena, Elena Salda. «Noi che rappresentiamo il futuro imprenditoriale di questo Paese non possiamo non occuparci del futuro del nostro territorio. Confrontarsi in un convegno come Smart city permette di parlare concretamente di problematiche reali legate all’ambiente, un bene prezioso che va tutelato attraverso progetti che vedano la collaborazione attiva del mondo imprenditoriale e delle istituzioni pubbliche, perché è necessario il contributo di tutti se vogliamo davvero cambiare la realtà che ci circonda».

La prima parte del convegno si aprirà con i saluti del presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari, seguirà l’intervento di Massimo Beccarello, vicedirettore Politiche per lo sviluppo energia e ambiente di Confindustria dal titolo: «Quando città e imprese posso definirsi smart» e gli interventi di Elena Salda, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena, e di Paolo Testa, responsabile dell’Osservatorio nazionale Smart city.

Nella seconda parte dell’incontro si svolgerà la tavola rotonda «Essere smart per competere» a cui parteciperanno Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci, Giorgio Pighi, sindaco di Modena, Federico Golla, amministratore delegato di Siemens, Federica Guidi, vicepresidente di Ducati Energia, e Livia Cevolini, amministratore delegato di Energica; moderatore del dibattito sarà Maurizio Melis, giornalista di Radio 24.

Le conclusioni del convegno saranno affidate a Leonardo Licitra, vicepresidente Giovani imprenditori di Confindustria.

«La tutela dell’ambiente», conclude Elena Salda «è un’esigenza irrinunciabile per un’economia che intende coniugare lo sviluppo con le risorse disponibili; un equilibrio delicato, non considerato in passato, ma adesso diventato una reale emergenza. È quindi necessario un confronto per valutare con obiettività il tema dell’ambiente e la natura delle fonti di energia, esaminando a fondo costi e benefici, salvaguardando la qualità della vita, anche con la consapevolezza che queste aree possano divenire terreno di attività imprenditoriale e di sviluppo del business. L’ambiente è un bene comune, è quindi necessario occuparsene insieme. Adesso».