Inflazione, Codacons: stangata da 237 euro per famiglia di 3 persone

crisiSecondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione ad agosto è in lieve frenata all’1,1 per cento dall’1,2 per cento di luglio e sale dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente. Per il Codacons la lieve frenata di agosto “è legata, purtroppo, ad aspetti congiunturali, come l’ulteriore crollo della domanda dovuto al periodo di ferie o il rallentamento dei prezzi su base annua di alcuni prodotti come i carburanti (benzina -2,1 per cento, gasolio -2,8 per cento). Preoccupa, però, che il carrello della spesa sia aumentato dell’1,7 per cento e sia sempre ad un livello superiore rispetto all’indice generale. Per l’associazione di consumatori significa che l’inflazione è sempre in agguato e, non appena la domanda ricomincerà a risalire anche per i beni a bassa frequenza di acquisto, oggi in caduta libera, ci ritroveremo a dover fronteggiare l’emergenza prezzi”.

 

“Tradotto in cifre – prosegue il Codacons -, l’aumento dell’1,7 per cento del carrello della spesa significa, in termini di aumento del costo della vita, che una famiglia media di 3 persone, per la sola spesa di tutti i giorni, spenderà 237 euro in più rispetto ad un anno fa. Una stangata superiore all’Imu sulla prima casa, pari a 225 euro. L’inflazione, insomma, colpendo ricchi e poveri, è molto peggio dell’Imu che, nonostante tutto, essendo basata sulle rendite catastali, ha almeno un minimo di progressività. Per questo il Codacons, rispetto alla dichiarazione di ieri di Fassina, secondo il quale l’aumento dell’Iva sarebbe ora irrimediabile, “mette in guardia il governo: meglio ripristinare l’Imu, che aumentare l’Iva. L’Iva, infatti, avrebbe effetti nefasti su consumi e inflazione e farebbe molto più male a quelle famiglie che già non arrivano a fine mese. Se l’Iva aumentasse ci sarebbe, a regime, un aumento dei prezzi dello 0,6 per cento e una stangata aggiuntiva, per una famiglia di 3 persone, pari a 209 euro, sempre se non vi saranno arrotondamenti e speculazioni”.