Cuneo fiscale, Squinzi: servono 8 miliardi, non 4

giorgiosquinziPer ridurre il cuneo fiscale se ci fossero “8-10 miliardi sarebbe meglio”. Lo sottolinea il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi alla luce delle ipotesi che indicherebbero da parte del Governo la destinazione di 4-5 miliardi. “Con un minimo di spending review si possono recuperare” ha aggiunto Squinzi.

Il premier conferma che il taglio del cuneo fiscale porterà un beneficio concreto non solo alle imprese ma anche ai lavoratori. Quello che si potrebbe profilare è un intervento sull’Irpef, sulle detrazioni da lavoro, forse da concentrare in un’unica tranche. “Nel 2014 i lavoratori italiani avranno un beneficio in busta paga. Ne discuteremo con le parti sociali e ci saranno vantaggi anche per le imprese”, ha annunciato Enrico Letta in un’intervista a Sky. “La legge di stabilità – ha ribadito – avrà come cuore la riduzione del cuneo fiscale”. Per le imprese la strada potrebbe essere quella di incentivare le aziende che assumono o che investono. Il primo appuntamento per verificare le linee di questo intervento sulla fiscalità sul lavoro, che potrebbe valere 4-5 miliardi, è fissato per domani.

Il governo incontrerà a Palazzo Chigi i sindacati e poi nei giorni successivi gli imprenditori. “Domani abbiamo un appuntamento con il governo, speriamo con la possibilità di avere un costruttivo confronto”, ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Calcolare i possibili benefici in busta paga del taglio del cuneo fiscale non è semplice ma, secondo fonti sindacali, per ogni miliardo di euro di spesa, mediamente, i salari avrebbero un aumento di circa 100 euro. Ipotizzando che il governo metta in campo per il cuneo 5 miliardi e che la metà sia destinata ai lavoratori si può immaginare un bonus, sotto forma di aumento di detrazione, di 250-300 euro, da erogare in un’unica tranche, magari la tredicesima 2014.

“Il governo manterrà la promessa: il taglio del cuneo fiscale ci sarà nel 2014. Ma solo una prima parte dell’operazione, non la più cospicua, rientrerà nella legge di stabilità”, aveva anticipato al Corriere della Sera il viceministro all’Economia, Luigi Casero (Pdl), secondo il quale per l’Imu nel 2013 non ci sarà nessun passo indietro.

Per l’intervento sul cuneo fiscale serve tempo, spiega, e “al momento non c’è modo di sapere quante risorse deriveranno dalla delega fiscale perché non è possibile prevedere quanto verrà dalla lotta all’evasione fiscale o dal disboscamento delle agevolazioni”. Per questo “un primo intervento sarà possibile, ma non sarà finanziato con la delega. Dovremo trovare delle coperture legate a tagli di spesa pubblica”. Se la cifra fosse di 4-5 miliardi “è chiaro che non potrebbe che trattarsi solo di un primo intervento, e che potrebbe essere indirizzato ai più giovani”.

Secondo Squinzi, che ha parlato a margine dell’assemblea di Indicam, non dovrebbe essere invece un problema recuperare altri 4 miliardi nelle pieghe del bilancio: “Rimango dell’opinione che per una pubblica amministrazione che spende annualmente oltre 800 miliardi, con un minimo di spending review si possano recuperare”.