Il Pil peggiora più del previsto: -1,8%

pilIl governo peggiora la stima sul Pil del 2013 a -1,8% dal precedente -1,7% indicato il 20 settembre e migliora la previsione del 2014 a +1,1% da +1%.

A presentare il nuovo quadro macroeconomico è il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una audizione in Senato sulla legge di Stabilità.

“Nel terzo trimestre del 2013 il Pil è atteso stabilizzarsi – l’Istat ha dato oggi una indicazione leggermente più negativa, staremo a vedere – mentre nel quarto trimestre concordiamo tutti che ci dovrebbe essere un moderato aumento”, ha detto Saccomanni.

“La crescita del Pil si porterà su livelli superiori a partire dal 2015, arrivando a raggiungere il 2% circa nel 2017”, ha aggiunto l’ex direttore generale della Banca d’Italia parlando di previsioni sulle quali “c’è consenso”.

Il Tesoro conferma al 3% il rapporto deficit/Pil del 2013. Il debito diminuirebbe “dal 132,7% del Pil, atteso per il prossimo anno, fino al 120,1% nel 2017”.

Il quadro previsivo è soggetto a tre rischi: interruzione del risanamento, avanzamento meno sostenuto sulle riforme strutturali e rischio di instabilità politica.

“Al netto di questi rischi non mi pare che [il quadro del Tesoro] sia [da considerare] così ottimistico”, ha detto Saccomanni.

“Le politiche per la crescita vanno contemperate con il risanamento della finanza pubblica. Per un Paese ad alto debito, il consolidamento dei conti pubblici è condizione necessaria per avviare un solido, duraturo percorso di sviluppo dell’economia”, ha proseguito il ministro.

Saccomanni avverte infatti che “Ogni allentamento della disciplina di bilancio si rifletterebbe sui costi di finanziamento del Tesoro. Un tasso di interesse all’emissione più alto di un punto implicherebbe una spesa di quasi 3 miliardi più alta nel primo anno, di oltre 15 nel lungo periodo”.