Sì alla manovra: niente tasse, si vendono immobili

parlamentoVia libera del consiglio dei ministri al decreto legge che consentirà all’Italia di riportare il disavanzo previsto per il 2013 entro la soglia del 3%. Le misure prese equivalgono a risorse reperite per un importo di 1,6 miliardi di euro.

A illustrare le decisioni prese è stato il il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al termine del cdm che ha smentito le indiscrezioni della vigilia su un possibile aumento delle tasse sui carburanti per reperire le risorse necessarie. «Contrariamente a quanto si è sentito in queste ultime ore sulla copertura, la manovra prevede due modalità: una sono la vendita di immobili di proprietà del Demanio per 500 milioni e la riduzione delle spese di ministeri e di Enti locali per 1,1 miliardi».

Il ministro ha espresso soddisfazione perché, ha spiegato, «domani (oggi ndr) partirò per Washington per partecipare all’assemblea del Fmi e mi faceva piacere annunciare lì che il Governo ha ricevuto una nuova fiducia ed è in grado di gestire le sfide di politica economica per un periodo congruo e che abbiamo preso misure per riportare il saldo dell’indebitamento netto nella soglia del 3%, che è un punto qualificante».

Nessuna debolezza o crisi in vista che possano dare all’estero e sui mercati internazionali la percezione dell’abbassamento della guardia sul rigore dei conti.

«Il governo è nella pienezza dei suoi poteri e in grado di gestire le sfide della politica economica per un periodo di tempo congruo» ha affermato il ministro dell’Economia, Saccomanni illustrando i contenuti della manovrina. «Queste misure penso che potranno avere un significato positivo nelle aspettative dei mercati finanziari», ha detto Saccomanni, «naturalmente c’è qualche rimpianto», senza la crisi politica «lo spread si sarebbe avvicinato ai livelli più bassi già in questa fase di chiusura nel 2013».

I segnali che arrivano dal lato della spesa inducono a continuare il lavoro perché il pericolo è sempre dietro l’angolo. «C’è un progresso sul fronte della crescita della spesa, dobbiamo dare un segnale di stop» ha spiegato Saccomanni che, «pur lavorando all’interno delle necessità di promuovere gli investimenti» occorre «ridurre la spesa di carattere corrente».

Il primo impegno del governo è sulla Legge di Stabilità: «C’è stato un primo scambio di vedute introdotto dal presidente del Consiglio che ha dato un’indicazione generale di impostazione che tiene conto delle esigenze che ci troviamo a fronteggiare» ha detto il ministro che non ha fatto cifre su quanto sarà messo sul piatto per abbassare il cuneo fiscale. «È presto per dare una quantificazione ma siamo consapevoli delle esigenze e delle aspettative».

In ogni caso, ha concluso, «sono abituato a ricevere richieste largamente eccedenti a quanto è fattibile».

Il Cdm non ha stanziato con il decreto approvato ulteriori fondi per il finanziamento della Cassa integrazione in deroga. «Abbiamo preferito limitarci oggi agli interventi di rientro entro il 3% del deficit/Pil, e fare il resto nei futuri provvedimenti».

Quanto alle altre decisioni il Cdm ha approvato «tre decreti del presidente della Repubblica con dei regolamenti che riguardano le procedure per l’attivazione dei poteri speciali nei settori della difesa, della sicurezza nazionale e nei settori strategici di trasporti energia e telecomunicazioni e un regolamento che individua nell’ambito di questi settori gli ambiti in cui potranno essere esercitati i poteri speciali del golden power». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi spiegando che si tratta di «un esame preliminare che non è un esercizio dei poteri speciali ma la creazione del quadro normativo per l’esercizio futuro dei poteri speciali». Il Consiglio dei ministri ha stanziato 190 milioni per l’immigrazione a cui se ne aggiungono 20 per i minori non accompagnati. ha infine concluso Patroni Griffi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Via libera del consiglio dei ministri al decreto legge che consentirà all’Italia di riportare il disavanzo previsto per il 2013 entro la soglia del 3%. Le misure prese equivalgono a risorse reperite per un importo di 1,6 miliardi di euro.

A illustrare le decisioni prese è stato il il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al termine del cdm che ha smentito le indiscrezioni della vigilia su un possibile aumento delle tasse sui carburanti per reperire le risorse necessarie. «Contrariamente a quanto si è sentito in queste ultime ore sulla copertura, la manovra prevede due modalità: una sono la vendita di immobili di proprietà del Demanio per 500 milioni e la riduzione delle spese di ministeri e di Enti locali per 1,1 miliardi».

Il ministro ha espresso soddisfazione perché, ha spiegato, «domani (oggi ndr) partirò per Washington per partecipare all’assemblea del Fmi e mi faceva piacere annunciare lì che il Governo ha ricevuto una nuova fiducia ed è in grado di gestire le sfide di politica economica per un periodo congruo e che abbiamo preso misure per riportare il saldo dell’indebitamento netto nella soglia del 3%, che è un punto qualificante».

Nessuna debolezza o crisi in vista che possano dare all’estero e sui mercati internazionali la percezione dell’abbassamento della guardia sul rigore dei conti.

«Il governo è nella pienezza dei suoi poteri e in grado di gestire le sfide della politica economica per un periodo di tempo congruo» ha affermato il ministro dell’Economia, Saccomanni illustrando i contenuti della manovrina. «Queste misure penso che potranno avere un significato positivo nelle aspettative dei mercati finanziari», ha detto Saccomanni, «naturalmente c’è qualche rimpianto», senza la crisi politica «lo spread si sarebbe avvicinato ai livelli più bassi già in questa fase di chiusura nel 2013».

I segnali che arrivano dal lato della spesa inducono a continuare il lavoro perché il pericolo è sempre dietro l’angolo. «C’è un progresso sul fronte della crescita della spesa, dobbiamo dare un segnale di stop» ha spiegato Saccomanni che, «pur lavorando all’interno delle necessità di promuovere gli investimenti» occorre «ridurre la spesa di carattere corrente».

Il primo impegno del governo è sulla Legge di Stabilità: «C’è stato un primo scambio di vedute introdotto dal presidente del Consiglio che ha dato un’indicazione generale di impostazione che tiene conto delle esigenze che ci troviamo a fronteggiare» ha detto il ministro che non ha fatto cifre su quanto sarà messo sul piatto per abbassare il cuneo fiscale. «È presto per dare una quantificazione ma siamo consapevoli delle esigenze e delle aspettative».

In ogni caso, ha concluso, «sono abituato a ricevere richieste largamente eccedenti a quanto è fattibile».

Il Cdm non ha stanziato con il decreto approvato ulteriori fondi per il finanziamento della Cassa integrazione in deroga. «Abbiamo preferito limitarci oggi agli interventi di rientro entro il 3% del deficit/Pil, e fare il resto nei futuri provvedimenti».

Quanto alle altre decisioni il Cdm ha approvato «tre decreti del presidente della Repubblica con dei regolamenti che riguardano le procedure per l’attivazione dei poteri speciali nei settori della difesa, della sicurezza nazionale e nei settori strategici di trasporti energia e telecomunicazioni e un regolamento che individua nell’ambito di questi settori gli ambiti in cui potranno essere esercitati i poteri speciali del golden power». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi spiegando che si tratta di «un esame preliminare che non è un esercizio dei poteri speciali ma la creazione del quadro normativo per l’esercizio futuro dei poteri speciali». Il Consiglio dei ministri ha stanziato 190 milioni per l’immigrazione a cui se ne aggiungono 20 per i minori non accompagnati. ha infine concluso Patroni Griffi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.