Stabilità, 5,6 miliardi alle imprese e niente tagli alla sanità per tre anni

lettaNiente tagli alla sanità nel triennio 2014-2016. E’ saltata la sforbiciata da 2,6 miliardi prevista nelle bozze della legge di Stabilità. Una simile sottrazione avrebbe compromesso il funzionamento dei servizi sanitari in almeno 15 Regioni, secondo quanto ricostruito nel consiglio dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Niente tagli. “Siamo in grado di presentare al Parlamento la legge di stabilità in due tempi, il primo è quello di oggi, il secondo è quello del passaggio parlamentare”, ha detto il presidente del consiglio Enrico Letta a Palazzo Chigi, spiegando in conferenza stampa che la legge sarà “senza tasse e senza tagli sul sociale”. E ha aggiunto che questo avviene “per la prima volta da anni”. “Abbiamo mantenuto impegni con Bruxelles, siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo”. E “Faremo una legge di stabilità in cui i conti quadrano senza aumentare tasse e senza fare tagli al sociale e alla sanità come accadeva negli anni scorsi”. Non ci sono tagli nei tre anni coperti dalla legge. “Lo dico – ha sostenuto il premier – per tranquillizzare rispetto alle tante voci allarmistiche che sono state messe in giro in questi giorni. E non aumenta la pressione fiscale su cittadini e imprese, anzi diminuisce”.

Il cuneo fiscale e gli incentivi. Arriva, infatti, una “riduzione di tasse per le imprese con una curva crescente nell’arco del triennio”. La legge di Stabilità

prevede “una significativa riduzione delle tasse anche per le famiglie e i lavoratori”. Il taglio del cuneo fiscale sarà di 5 miliardi per i lavoratori e 5,6 miliardi per le imprese nel triennio. Tra gli Interventi per le imprese e i lavoratori, “c’è anche un incentivo per il passaggio dai contratti a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato”. “Abbiamo bloccato l’aumento dell’Iva che doveva scattare a gennaio sulle cooperative sociali”. “C’è un allentamento del patto di stabilità per i Comuni, da un miliardo di euro. E’ un segnale importante nella direzione dello sviluppo, è un allentamento per consentire gli investimenti in conto capitale”. Il 5 per mille verrà rifinanziato, cosi come l’Ecobonus. E sulla Trise: “Non sarà una nuova Imu”.

Coperture. Ma da dove arriveranno le risorse? “Dall’aggressione dei capitali illegalmente esportati”, ha aggiunto Letta. La pressione fiscale scenderà nell’arco del triennio dal 44,3% al 43,3%. La manovra vale “circa 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 nel 2015 e 7,5 nel 2016”, ha spiegato il premier analizzando le coperture per il 2014: “il reperimento delle risorse, cito i dati del 2014, avviene su quattro grandi voci: 4,5 miliardi di tagli alla spesa (3,5 allo Stato e 1 miliardo per le Regioni); 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari, revisione del trattamento delle perdite di banche e altri intermediari; un miliardo e 900 milioni da interventi fiscali: 500 milioni da limatura delle spese per tasse, e altri interventi che hanno a che vedere con le attività finanziarie, in particolare l’aliquota di bollo”. Tra le coperture previste ma non indicate c’è la revisione della contabilizzazione delle quote della Banca d’Italia che daranno risultati tra fine 2013 e inizio dell’anno prossimo: una commissione speciale è al lavoro. Non ci sarà, invece, l’aumento delle tasse sui Bot, ma un incremento del bollo sulla gestione dei titoli. Nella legge di stabilità si prevede anche lo “stop” a quella che è una “anomalia italiana”: alle elezioni si voterà in un giorno solo, di domenica, e non in due. Lo ha detto il premier Enrico Letta parlando di un risparmio di 100 milioni.

Deficit al 2,5%. Grazie alle politiche fatte finora e ai conti “tenuti in ordine”, l’esecutivo ha a disposizione tre miliardi in più, che sono il “premio” per aver rispettato il 3% e per essere usciti dalla procedura d’infrazione. La legge di Stabilita “consentirà di rispettare gli impegni con l’Europa e di centrare” nel 2014 “l’obiettivo del 2,5% del rapporto deficit/Pil”, ha pronosticato Letta. Secondo il governo, il provvedimento porterà l’Italia fuori dalla recessione a un livello di crescita sostenibile, intorno al 2 per cento”.

La parola al Parlamento. “Ci aspettiamo un ruolo del Parlamento molto forte, lasciamo al Parlamento e alle parti sociali che in queste settimane avranno modo di discutere, il modo migliore per utilizzare le risorse per il taglio di tasse dei lavoratori: dipenderà da loro come allocare le risorse per il taglio delle tasse ai lavoratori”.

Debito e vendita asset. Sul fronte dell’indebitamento dello Stato, arrivato a quota di 2060 miliardi, “comincia un processo di vendita di asset pubblici che mira a ridurre il debito”, ha detto il vice premier Angelino Alfano, sempre in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Ma non si pensa solo a vendere, perché un capitolo delle Legge è dedicato alla nascita di un soggetto che servirà a rilanciare le politiche industriali in coordinamento con le parti sociali, “una cabina di regia per le politiche industriali”.

 

Fonte: Repubblica