Disoccupazione record: oltre tre milioni, tra i giovani sale al 41,2%

disoccupazioneIl numero degli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perché ritengono di non trovarlo, è salito nel terzo trimestre 2013 a 1 milione 901mila. Lo rileva l’Istat, sottolineando che non si era mai registrato un livello così elevato.

Oltre tre milioni di disoccupati in ottobre. Il numero di disoccupati, in base ai dati provvisori dell’Istat, in ottobre è pari a 3 milioni 189mila, sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente, ma in aumento del 9,9% su base annua (+287mila).

Record disoccupazione giovanile: 41,2%. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a ottobre balza al 41,2%: si tratta di un record storico assoluto, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia di quelle trimestrali, primo trimestre 1977. I disoccupati tra 15 e 24 anni sono 663 mila, in aumento dell’1,4% nell’ultimo mese (+9 mila) e del 5,5% rispetto a dodici mesi prima (+35 mila). E la loro incidenza sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione risulta invece in rialzo di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,8 punti nel confronto tendenziale.

Oltre un milione di senza lavoro tra gli under 30. Per la classe di età 18-29 anni, nel terzo trimestre 2013 il tasso di disoccupazione si attesta al 28% (+5,2 punti su base annua), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 68mila (+17,2%, pari a 157.000 unità).

Occupati: fermi su base mensile, -1,8% in un anno. In ottobre il numero di occupati, 22 milioni 358mila, resta sostanzialmente fermo rispetto al mese precedente, mentre cala dell’1,8% su base annua: 408mila persone in meno al lavoro.

In calo i precari. Il lavoro precario, definito dall’Istat come atipico, subisce un nuovo calo, il terzo consecutivo. Nel terzo trimestre 2013, infatti, il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori scende a 2 milioni 624mila, in calo di 253 mila unità (-8,8% su anno). Si tratta di una diminuzione ancora più forte rispetto a quella registrata per i dipendenti a tempo indeterminato (-1,3%).

 

Fonte: Il Messaggero