Lapam Confartigianato Imprese: confermati Munari Presidente e Rossi Segretario Generale

munarirossiErio Luigi Munari è stato confermato, all’unanimità, Presidente Generale di Lapam Confartigianato. Il consiglio generale dell’associazione, formato da 40 eletti nel recente congresso e dai presidenti delle Zone e delle categorie, ha eletto Munari per un secondo mandato.

Su indicazione di Munari, poi, il consiglio ha eletto sempre all’unanimità dei presenti, il Segretario Generale Carlo Alberto Rossi, anche in questo caso si tratta di una conferma.

“Ringrazio i consiglieri per l’elezione e per gli interventi che hanno premiato la linea degli ultimi quattro anni – esordisce Munari – l’associazione ha dimostrato grande compattezza e al tempo stesso ha dimostrato di capire il periodo economico delicatissimo e ricco di problemi.

Non saranno quattro anni facili – conclude Munari – come non lo sono stati gli ultimi.

La crisi, acuita in vaste zone anche dal terremoto, non molla, ma Lapam Confartigianato ha dimostrato di essere una realtà viva e molto tenace. Basti pensare all’unificazione con Reggio Emilia, che ha dato ancora più forza alla nostra associazione.

Durante il congresso, che ci ha dato l’opportunità preziosissima di incontrare diverse centinaia di imprenditori su tutto il territorio modenese e reggiano, abbiamo potuto constatare come i problemi siano enormi, ma anche che la forza e il coraggio di reagire degli imprenditori e delle imprenditrici è altrettanto grande. Vogliamo continuare a rappresentarla al meglio”.

“Vorrei sottolineare – interviene Rossi – un passaggio che è emerso, in modo prepotente, dalle nostre assemblee precongressuali.

L’esigenza è di far sì che vi sia una presenza significativa di uomini e donne rappresentanti della piccola e media impresa diffusa nella partecipazione diretta alla vita politica, con l’auspicio di trasferire il ‘saper fare’ alla Pubblica Amministrazione, facendo ben attenzione a non farsi però contagiare da egocentrismo e individualismo.

Il binario esterno, quello del rapporto con i decisori istituzionali e con i rappresentanti politici del territorio, lo curiamo con attenzione da tempo, quello della presenza di imprenditori nei luoghi delle istituzioni e della politica, invece, è carente.

Dobbiamo chiederci perché il nostro mondo non è sufficientemente rappresentato e compreso e se non sia il caso di costruire una classe dirigente più attenta alle esigenze delle imprese e che possa farle capire e apprezzare anche a chi imprenditore non è. In poche parole – conclude Rossi – senza entrare direttamente come associazione nel dibattito tra destra, centro o sinistra, prendiamo atto che la delega a terzi non è più sufficiente e che occorre portare la cultura dell’impresa dentro i luoghi della discussione politica e dentro i luoghi nei quali si decidono le norme che regolano l’agire pubblico”.