Privatizzazioni: Letta, “continueranno, ieri primo passaggio”

FESTIVAL ECONOMIAIl governo andra’ avanti sul piano delle privatizzazioni. Lo ha assicurato Enrico Letta all’assemblea di Federcasse. “Ieri c’e’ stato un primo passaggio, continueremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”, ha sottolineato il presidente del Consiglio. Le privatizzazioni porteranno in cassa circa “una decina di miliardi, ma non mi va di parlarne come noccioline. E’ una bella cifra, che useremo per ridurre il debito”.

Lo ha detto il viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricala’, parlando a ‘Mix24′ di Giovanni Minoli su Radio24. “Queste privatizzazioni sono obbligate, le dobbiamo fare per forza” ma “dobbiamo valorizzare al massimo il nostro patrimonio e venderlo al meglio”. Sui criteri, Catricala’ ricorda che “al Tesoro hanno studiato bene scegliendo cio’ che andando sul mercato puo’ migliorare. Il brand Italia e’ sceso, e’ un segno tangibile di crisi ecco perche’ dobbiamo riportarlo su. Ma deve riprendere la produzione industriale”.

 

Renzi, cosi’ non vanno bene “Non voglio fare il controcanto a Letta: ho solo espresso un concetto banale, le privatizzazioni come sono state fatte non vanno bene”. Lo ha detto Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd, ad Agora’ che poi si e’ soffermato a parlare dell’ipotesi di privatizzazione della Rai. “Prima di privatizzare serve una prova di maturita’ della politica dimezzando i costi e i posti in Parlamento. Togliere il tre per cento di Eni e’ una operazione di cassa senza valore strategico”, ha aggiunto Renzi che poi si e’ soffermato sulle privatizzazioni di Telecom e Alitalia, esempio di “privatizzazioni fatte male”. La privatizzazione Alitalia “e’ stata una vergogna, una privatizzazione in cui i privati hanno fallito. Un errore perche’ si e’ scelto un business sbagliato puntando ai voli interno invece di investire sul mercato estero”. “La privatizzazione di Telecom e’ stata fatta male: quello che era un gioiello italiano e’ stato svenduto”.

 

Brunetta, a Letta piace vincere facile Sulle privatizzazioni a cui il governo sta pensando si indirizzano i dubbi del capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta che non si mostra contrario ma di certo disilluso viste le esperienze passate.

“Si parla di dismissioni da anni – ricorda in un’intervista al Quotidiano Nazionale – Il buon Grilli aveva previsto di ricavarci un punto di Pil, proiettato su quest’anno, e poi niente”.

 

“Letta – prosegue Brunetta – ha parlato di Eni… A Letta e Saccomanni piace vincere facile. A vendere Eni siamo tutti capaci. Ma non dicono che non ci saranno piu’ i dividendi.

Difficile vendere le caserme… Li’ bisogna essere piu’ bravi”, conclude.

 

Regina (Confindustria), manca del tutto strategia “Quando lo Stato fa un passo indietro nell’economia e nel mercato, va salutato sempre positivamente, ma questo piano sembra mosso piu’ da necessita’ che da vera scelta politica”. Questo il giudizio del vice presidente di Confindustria Aurelio Regina ai microfoni de ‘L’Economia prima di tutto’ a Radio1 Rai sul piano di privatizzazioni lanciato dal Consiglio dei ministri. “Noi condividiamo – prosegue Regina – quanto indicato da molti osservatori, ovvero il fatto che il piano avvenga piu’ per necessita’ che per una vera scelta politica. Si tratta di piccole cessioni, in alcuni casi di cessioni di societa’ non strategiche, e nulla si dice invece rispetto al grande piano di privatizzazione o comunque di vendita che andrebbe fatto per le migliaia di societa’ pubbliche locali che oggi assorbono denaro pubblico. Queste societa’ nei casi piu’ positivi hanno una redditivita’ tale che messa sul mercato potrebbe essere molto incentivante per ripianare i debiti locali anziche’ farli ripianare ai cittadini ed alle imprese. Da questo punto di vista – conclude Regina – manca totalmente una strategia”.