Squinzi: “Italia in deflazione La situazione è preoccupante”

squinziUn’ulteriore revisione al ribasso” del Pil italiano “potrebbe essere fatta se non troviamo la via della crescita”. Il duro monito arriva dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in conferenza stampa a Bruxelles.

Il leader degli industriali lancia un vero e proprio allarme sulla situazione economica italiana. “Il fatto che l’inflazione diminuisca, nonostante ci sia stato un aumento dell’Iva, significa che siamo in una situazione di vera e propria deflazione. E questo è preoccupante” sottolinea Squinzi.

Secondo Squinzi, il rispetto dei vincoli “del rapporto del 3% fra deficit e Pil è molto impegnativo per il nostro Paese” perché “congela la possibilità di fare investimenti sulla crescita”. “Se ci fosse un minimo di crescita le cose cambierebbero decisamente”.

Sulla necessità di chiedere una maggiore flessibilità sul rapporto deficit/Pil sugli investimenti destinati alla crescita, Squinzi sottolinea che “la risposta in sede europea sembra che questo non sia possibili. Ma lascia perplessi il fatto che solo la Germania l’Italia ci siano dentro”.

E mentre nella maggioranza si riapre il dibattito sull’Imu, per il numero uno di Confindustria l’Italia deve “ritrovare la crescita economica” ed è “prioritario un intervento sul costo del lavoro. Tutto il resto dovrebbe derivare da un intervento forte sul cuneo fiscale”.

Squinzi punta il dito anche contro “un euro troppo forte” che diventa “un freno alla crescita dell’economia. Un cambio reale potrebbe essere fra l’1,25 e l’1,30 sul dollaro. Lì abbiamo dimostrato che come Europa riusciamo a resistere”. Ma, aggiunge, “eventuali interventi sul cambio sono molto difficili, se non impossibili, soprattutto per una moneta come l’euro”.

Sulla Legge di Stabilità, lamenta Squinzi, “siamo rimasti delusi, pensavamo che ci fosse un intervento più deciso, in particolare sul cuneo fiscale. Ma mi sembra di poter dire che la Legge di Stabilità è ancora un libro da scrivere, vedremo quale sarà il testo finale per dare un giudizio definitivo”. “Noi continuiamo a batterci – aggiunge- abbiamo presentato delle proposte precise e concrete e cerchiamo di dare il nostro contributo”.

Squinzi ribadisce la posizione dell’associazione degli industriali. “Siamo contrari all’Imu sugli strumenti e sulle strutture per la produzione. E’ invece prioritario un intervento sul cuneo fisccale”. Il presidente di viale dell’Astronomia sottolinea: “Anche se non credo che il costo del lavoro sia un fattore fondamentale per la competitività del Paese, dato che in alcuni settori rimaniamo comunque competitivi nonostante il costo del lavoro sia fra i più elevati al mondo, è un dovere di diminuire questo gap”. In particolare, “la difficoltà delle imprese sono le condizioni, la complicazione normativa e burocratica. Dobbiamo semplificare il Paese”.