Altro che Imu, è l’Irpef a tartassare i cittadini

DOCUMENTAZIONEPer mesi non si è parlato che di IMU sulla prima casa. Alla fine, dopo tanto dibattere, l’inviso balzello è stato eliminato.

Ma a ben guardare, non è la tassa sugli immobili a pesare sulle tasche degli italiani, bensì l’Irpef, che ha sottratto dagli introiti dei lavoratori qualcosa come 166,6 miliardi di euro, 37 volte il gettito dell’IMU sulla prima casa. Fa riflettere il report del Corriere della Sera elaborato dalle analisi delle statistiche sulle dichiarazioni Irpef del 2012 del Ministero dell’Economia. Analisi pubblicate a metà novembre sul sito del MEF, ma a dire il vero passate un po’ inosservate. Ebbene, in Italia i contribuenti soggetti all’Imposta sui redditi sono 41,3 milioni. Quasi la metà (48,7%) è rappresentata da lavoratori dipendenti, il 34,1% da pensionati. Nel 2012 sono stati versati 152,2 miliardi di euro di Irpef, ai quali vanno aggiunti 14,4 miliardi di addizionali regionali e comunali. In totale, 166,6 miliardi di euro. Una cifra assolutamente non paragonabile ai 4,5 miliardi di euro di IMU sulla prima casa. Da premettere che sul totale dei contribuenti, divisi in 5 aliquote, vi sono 9,8 milioni di persone che non versano nulla perché compresi nella cosiddetta “no tax area” o perché annullano l’imposta con le detrazioni. Per il resto, scorrendo le tabelle di Via XX Settembre, si nota che il 51,7% dell’Irpef nazionale (78,7 miliardi) è stata versata da lavoratori con un reddito lordo annuo superiore a 35.601 euro, cioè con uno stipendio minimo di circa 2 mila euro netti al mese. Che sono, a occhio e croce, 4,1 milioni di contribuenti, cioè il 10% del totale. Dunque, è il cosiddetto ceto medio a pagare, in proporzione, il conto più salato. Il 38,4% del totale è stato versato invece dai cosiddetti “ricchi”, quelli cioè che guadagnano almeno 49.114 euro l’anno, (circa 2.600 euro netti al mese). Quanto ai contribuenti con un reddito compreso tra i 2.000 e il 2.600 euro netti al mese (il 5% del totale) ha versato 20,2 miliardi, il 13,2% dell’Irpef totale. Una buona notizia? Sì, se non fosse che questa fascia di reddito è tartassata anche da altri prelievi, come riflette il quotidiano.

 

Fonte: Il Messaggero