Crisi, raddoppiano poveri e disagio sociale

crisiDal 2008 al 2012 gli indigenti in Italia sono raddoppiati. Le persone che vivono in famiglie assolutamente povere sono passate infatti da 2,4 milioni a 4,8 milioni. Lo rileva Confcommercio nel diffondere i dati del Misery Index (Mic). Nello stesso periodo il Pil pro capite è diminuito dell’8,7% e il Mic segna +72,5% (+8,7% punti).

Negli ultimi cinque anni in Italia è raddoppiato anche il disagio sociale che consiste, spiega Confcommercio, ”in varie forme di inadeguatezza dell’individuo rispetto al sistema in cui vive, che lo portano ad uno stato di sofferenza o all’assenza di benessere”. Il Misery Index (ideato negli anni ’70) è stato spesso utilizzato come misura del disagio sociale ed è dato dalla somma della ‘disoccupazione estesa’ – termine in cui vengono compresi i disoccupati, i cassintegrati a tempo pieno e gli scoraggiati – e l”inflazione in alta frequenza’, ovvero quello che impropriamente viene indicato anche dall’Istat come ‘il carrello della spesa’, in quanto comprende prezzi di servizi, utenze, carburanti, tariffe mezzi di trasporto, ecc.

Tra i due parametri il peso dell’inflazione in alta frequenza è diminuito: “Oggi la quasi totalità del disagio sociale è imputabile alla disoccupazione”.

In cinque anni in Italia sono stati bruciati oltre 1,2 milioni di posti di lavoro, rileva Confcommercio, segnalando che il numero di occupati è tornato ai livelli del 2004.

Mentre sono circa 4,3 milioni gli italiani racchiusi nella ‘disoccupazione estesa’ e quindi disoccupati, cassintegrati a tempo pieno e scoraggiati.