Dalla Tasi alle spiagge, le misure della manovra

FESTIVAL ECONOMIATasi resta il tetto. Sfuma la possibilità di una Tasi più leggera. La tassa sui servizi indivisibili avrà il tetto al 2,5 per mille e non all’1 per mille come previsto da un emendamento che poi non è passato. Questa tassa, di fatto, prende il posto dell’Imu sulla prima casa (visto che ha come base di riferimento per il calcolo la rendita catastale). Con la differenza che le eventuali detrazioni saranno affidate ai Comuni. L’altra novità emersa con il passaggio della manovra alla Camera riguarda i termini di pagamento della cosiddetta mini-Imu, ovvero la differenza da saldare per quei contribuenti che abitano nei Comuni che hanno alzato l’aliquota rispetto a quella base. Il termine slitta dal 16 al 24 gennaio.

 

Rivalutazione per le pensioni La Camera dei Deputati ha rivisto il meccanismo di rivalutazione delle pensioni introdotto con la legge di stabilità. Confermato il pieno recupero dell’inflazione per i trattamenti fino a tre volte il minimo Inps, ossia circa 1.500 euro lordi al mese. Le pensioni comprese tra questo importo e i 2.000 euro si vedranno riconoscere il 95 per cento della rivalutazione. Tra i 2.000 e i 2.500 il recupero dell’inflazione sarà limitato al 75 per cento. Al di sopra di questa soglia la percentuale scende ancora al 50,mai trattamenti superiori ai 3.000 euro al mese avranno solo il 40 per cento della rivalutazione ma limitatamente alla quota che non supera questo limite: la fascia superiore non sarà rivalutata.

 

Un salvagente per 17mila esodati Approvato in commissione Bilancio della Camera anche l’emendamento che salvaguarda altri 17 mila esodati, oltre ai 6 mila già previsti dal testo approvato dal Senato. Per il nuovo intervento sono stati stanziati complessivamente 950 milioni di euro tra il 2014 e il 2020. La vicenda dei cosiddetti esodati è esplosa dopo la riforma previdenziale firmata nel 2011 da Elsa Fornero, che spostando in avanti i requisiti per il pensionamento anche di molti anni ha lasciato senza stipendio né pensione persone che per vari motivi avevano lasciato già il lavoro o comunque programmato di farlo. Prima della legge di stabilità erano già stati salvati circa 130 mila persone in questa situazione.

 

Bolli sui titoli via la tassa minima Cambia la disciplina dei bolli sui conti titoli, ossia sugli investimenti che i cittadini affidano alle banche. Già nell’impianto originario della legge si stabilità il governo aveva portato dall’1,5 al 2 per mille la misura del prelievo. Nel corso dell’iter alla Camera sono state apportate altre correzioni. Viene meno la soglia minima di 34,20 euro l’anno: quindi i piccolissimi risparmiatori, che investono magari solo poche migliaia di euro, potranno pagare meno. Contemporaneamente viene innalzato il tetto massimo, che si applica alle imprese: da 4.500 euro è passato a 10.000 e poi con un ultimo ritocco del relatore dovrebbe salire ancora fino a 14mila euro.

 

Per le spiagge, ok alla sanatoria Via libera alla sanatoria per i pagamenti arretrati dei canoni, dovuti dai concessionari delle spiagge. L’emendamento alla legge di stabilità, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, consente di aderire alla sanatoria, voluta per «ridurre il contenzioso generato dall’applicazione dei criteri di calcolo del canone demaniale». I concessionari, che dovranno presentare la domanda entro il 28 febbraio, potranno pagare in un’unica soluzione il30% o il 60% diviso in sei rate annuali. In questo modo, secondo le rappresentanze dei balneari si potranno risolvere le situazioni di molte aziende che rischiavano il fallimento in seguito ai forti rialzi dei canoni.

 

Ai redditi bassi sconto sull’Irpef Uno degli obiettivi della legge di stabilità era attenuare il carico fiscale per i lavoratori dipendenti. Per farlo il governo ha scelto la strada dell’incremento delle detrazioni Irpef riservate a questa categoria, rendendo disponibili circa 1,7 miliardi a regime. L’esatto schema delle detrazioni è stato però più volte modificato sia alla Camera che al Senato, per cercare di distribuire il beneficio nel modo migliore. L’assetto finale prevede, rispetto alla situazione attuale, un vantaggio crescente a partire dalla soglia di reddito di 8.000 euro l’anno, che tocca al massimo a quota 15.000 con un risparmio di 226 euro per gli interessati. Il beneficio poi scende gradualmente riducendosi molto dopo i 30 mila euro.

 

Fonte: Il Messaggero