Istat, in 2011 crollo investimenti in industria e servizi (-25,9%)

impreserecessioneNel 2011 le imprese italiane attive dell’industria e dei servizi di mercato hanno registrato un crollo nella spesa per investimenti fissi lordi, scesi a circa 102 miliardi di euro (-25,9% rispetto all’anno precedente). E’ quanto emerge da un rapporto diffuso oggi dall’Istat sulle 4,4 milioni di imprese attive nel 2011, con circa 16,3 milioni di addetti occupati (11,1 milioni sono dipendenti) e una dimensione media di 3,7 addetti. Quell’anno le imprese italiane hanno realizzato un valore aggiunto di circa 721 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2010), pari a 44 mila euro per addetto.

Quanto al costo del lavoro per dipendente risulta pari a 35 mila euro mentre la retribuzione lorda per dipendente ammonta a 25 mila euro e l’incidenza dei profitti lordi sul valore aggiunto è del 28,5%.

Il settore dei servizi di mercato – con il 76,3% di imprese, il 63,8% di addetti e il 57,3% di contributo alla creazione di valore aggiunto – si conferma, in termini quantitativi, il più importante settore dell’economia nazionale. L’industria in senso stretto rappresenta il 10,2% delle imprese, il 26% degli addetti e il 34,6% del valore aggiunto. Nel settore delle costruzioni si concentrano il 13,5% delle imprese, il 10,2% degli addetti e l’8,1% del valore aggiunto.

Le microimprese (con meno di 10 addetti), rappresentano il 95,1% delle imprese attive, il 47,2% degli addetti e il 31,4% del valore aggiunto realizzato. Nelle grandi imprese (con almeno 250 addetti) si concentrano il 19,4% degli addetti e il 31,2% del valore aggiunto.

Nel 2011 ciascun dipendente ha lavorato in media 1.637 ore (8 ore in più rispetto al 2010), con livelli superiori alla media nell’industria (1.667) e inferiori nel settore dei servizi (1.616). All’interno del settore manifatturiero, le imprese esportatrici registrano livelli di produttività nominale del lavoro (67 mila euro), retribuzioni per dipendente (31 mila euro) e margini di profitto lordo (34,1%) superiori a quelli medi manifatturieri (rispettivamente 53 mila e 28 mila euro e 28,9%).

L’Istat riporta come la propensione all’esportazione del complesso del sistema manifatturiero (misurata dal rapporto tra fatturato all’esportazione e fatturato totale) è pari al 30,9% (29,4% nel 2010).Le imprese localizzate nelle regioni nord-occidentali e nord-orientali contribuiscono per il 61,2% alla creazione del valore aggiunto del Paese (rispettivamente 36,9% e 24,3%). La quota di valore aggiunto realizzata è pari al 20,7% nel Centro, al 18,1% nel Mezzogiorno.