Saccomanni ammette: l’evasione fiscale nel 2013 non è diminuita

saccomanniL’evasione fiscale in dieci anni è cresciuta da 2 miliardi a 12 miliardi. A dirlo fuori dai denti è il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che sottolinea come quest’anno sia rimasta inalterata rispetto al 2012, ovvero a 12 miliardi. Il ministro difende la legge di Stabilità dalle critiche generalizzate. «Il problema sono le scarse risorse a causa di una recessione dell’economia lunga, ma dei segnali importanti di discontinuità questa legge di Stabilità li dà: riduce le tasse su lavoro e le imprese, avvia nuovi investimenti produttivi». Saccomanni si dice convinto che il tunnel della crisi è al termine. «Ne stiamo uscendo. Anche l’Europa è in fase di recupero, ma credo si debba avere fiducia. L’economia non è una scienza esatta ma se si reagisce sempre vedendo gli effetti negativi non se ne esce». Sul provvedimento per la riduzione del cuneo fiscale, sottolinea Saccomanni, «oggi il contributo grava troppo su imprese e lavoratori e quindi va spalmato anche sugli altri».

Quanto allo stato di salute del governo, «dopo l’uscita di Forza Italia e di Silvio Berlusconi dalla maggioranza, ha una maggiore coesione e capacità di discutere le cose nella sostanza, senza pregiudiziali di carattere politico quindi può essere più efficiente. Credo che da un punto di politico si sia chiusa una stagione».

L’ottimismo di Saccomanni stride con il sondaggio di Confindustria. Secondo il rapporto di fine anno del Centro studi, resta alta tra gli imprenditori l’incertezza sulle sorti dell’economia italiana: la quota di quanti indicano la fine della crisi non prima di un anno e mezzo-due è raddoppiata rispetto al 2010. La stessa incertezza che ha improntato le traiettorie economiche tracciate per l’anno corrente e quello successivo. Gli economisti di viale dell’Astronomia, infatti, hanno calcolato l’andamento negli anni della forchetta delle previsioni sul Pil.

La divaricazione ha toccato l’apice, si legge, a gennaio 2012 per quel che riguarda le stime sul 2013, confermata anche a gennaio 2013 per quelle sul 2014: 2,3 punti percentuali di scarto tra la stima minima e quella massima. «E oggi, che un avvio di recupero è segnalato da tutti gli indicatori congiunturali, la forchetta è scesa sì a 1,1 punti percentuali per il 2015 ma è ben più elevata di quanto non fosse nel 2007 e nel 2008 per l’anno seguente».

Un andamento, questo, denuncia ancora Confindustria «che testimonia la divergenza di vedute sulle difficoltà del Paese e quindi sulla traiettoria che l’Italia seguirà».

In Italia le sofferenze sui prestiti alle imprese sono salite a 101 miliardi nell’ottobre 2013 rispetto ai 25 miliardi del 2008. Una somma pari al 12,3% del totale dei prestiti. Anche quelle sui crediti alle famiglie sono in crescita (da 10 a 31 miliardi).