Fisco, sulla casa aumenta la Tasi, verso l’aliquota al 3 per mille

IucIl Fisco non ha pace sulla casa. A finire nella tormenta delle decisioni mai definitive è la Tasi, la componente sui servizi indivisibili dei Comuni della nuova Iuc, introdotta dalla legge di Stabilità, la cui aliquota, per ora solo negli annunci, continua a vorticare tra cifre poco chiare e balletti sui massimali che si rincorrono e smentiscono. L’unica certezza sarà l’aumento rispetto a quanto deciso in un primo momento. E le ultime “conferme” sembrano attestare l’aliquota al 3 per mille. Su questa la decisione sarebbe arrivata a termine la partita a braccio di ferro tra il ministero del Tesoro, i partiti della maggioranza e i sindaci italiani. Lo strumento tecnico sarà un emendamento del governo al decreto legge cosiddetto “Imu-Bankitalia” (quello con cui si è abolita la seconda rata dell’imposta municipale unica sulla prima casa per il 2013), in arrivo mercoledì al Senato, che dovrebbe permettere ai sindaci di alzare l’aliquota base sulla prima casa – fissata al 2,5 per mille – di un ulteriore mezzo punto. Quindi la Tasi dovrebbe essere potrebbe essere aumentata fino al 3 per mille, e non al 3.5 come raccontato dalle prime indiscrezioni e come continua a chiedere con forza l’Anci. Per le seconde case il tetto dovrebbe salire dal 10.6 per mille all’11.1 per mille. In termini concreti, si spera di recuperare recuperare 1,4 miliardi di euro per i Comuni, che si andranno ada aggiungere ai 500 milioni già stanziati dalla legge di stabilità, per permettere detrazioni più generose per le famiglie in difficoltà, per una media di circa 150 euro ad abitazione.

Con l’inizio dell’anno nuovo però – anche se la questione Imu sembra ormai definitivamente abbandonata (restano gli oneri del mini-conguaglio del 40% della differenza tra le aliquote comunali e l’aliquota base fissata dal governo, che solo su questa ha garantito l’abolizione della seconda rata) – la tassazione sulla casa continua a riaprire dibattiti e polemiche politiche, e a far sprofondare nell’incertezza i contribuenti e finanche gli esperti fiscali che dovrebbero aiutarli, figlia dello scontro tra esecutivo centrale e amministratori locali. Perché durante il dibattito sull’approvazione della legge di Stabilità in parlamento, i sindaci avevano alzato barricate contro i nuovi profili della Iuc. Minacciavano catastrofi finanziarie per le casse dei Comuni senza più risorse. E il governo si era impegnato a intervenire per aumentare le possibilità di detrazione a favore delle famiglie numerose o in condizioni economicamente svantaggiate. E proprio a questo scopo sembra adesso che la Tasi, nata per coprire i costi sopportati dai Comuni per la fornitura dei servizi indivisibili, ma basata nei fatti sugli immobili, sarà destinata presto a salire. Naturalmente la scelta è rimessa ai singoli, purché utilizzino il gettito ulteriore per i bonus alle famiglie e non per latri scopi. Ma viste le ristrettezze dei bilanci degli enti locali, c’è da credere che tanti sindaci non si lasceranno sfuggire la ghiotta occasione. Una decisione possibile che vede una reazione durissima da parte delle organizzazioni di rappresentanza come la Confedilizia. “La legge di stabilità è costellata di finanziamenti agli Enti locali, dal trasporto pubblico agli edifici scolastici: ma di questo non si tiene conto, la casa deve comunque essere spremuta. Questo comportamento è sconfortante, la tassazione immobiliare supera già i 2 punti di Pil”, ha dichiarato il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

Il paradosso è che nonostante i proclami, e i malumori sempre più forti nel centrodestra, il nuovo sistema di tassazione Tasi-Iuc potrebbe sottrarre dalle tasche dei proprietari di immobili italiani più di quanto non facesse la vecchia e vituperata Imu, e consentire detrazioni minori. Secondo Confedilizia, nel 2014 il gettito della tassazione Iuc supererà i 28 miliardi, contro i 20 miliardi di gettito Imu del 2013. Ma l’Imu, bisogna ricordarlo, non è scomparsa del tutto. Il 24 gennaio, salvo modifiche ulteriori, scadranno i termini per i pagamenti del miniconguaglio nei circa 2.500 Comuni che hanno alzato l’aliquota standard nel 2013. E resta fermo il pagamento dell’imposta per le case di lusso e le seconde case. Scadenza il 16 gennaio.