Gli industriali dell’Emilia-Romagna «Più investimenti per la crescita»

confindustriamodenaEmilia-Romagna: seconda regione manifatturiera d’Italia. Ma non per questo indenne dalla grande crisi economica: nel 2013 il Pil è sceso dell’1,4 per cento e il tasso di disoccupazione si è attestato all’8,2 per cento. Il presidente di Confindustria Emilia-Romagna Maurizio Marchesini ha riunito a Bologna i veritici delle associazioni provinciali per impostare una nuova mobilitazione in difesa della crescita e degli investimenti.

«Per fermare il declino della nostra economia», ha ricordato Marchesini, «bisogna osare molto di più sul fronte degli investimenti. Più investimenti significa maggiore innovazione di prodotto e di processo, sviluppo tecnologico, internazionalizzazione e nuovi posti di lavoro. Le forze politiche si impegnino con pochi ma chiari strumenti a creare le condizioni per ridare slancio e vitalità economica a questo Paese».

Secondo un’indagine interna (partendo da un campione di 700 imprese sugli oltre 8mila associati a Confindustria Emilia-Romagna) la propensione agli investimenti da parte degli imprenditori resta ancora forte: oltre l’80 per cento delle imprese ha confermato di volerli attuare anche nel 2014. «Sono numeri pazzeschi», ha rimarcato Marchesini. «Per capirne le potenzialità basti dire che se proiettassimo i dati campionari a tutti gli associati, si potrebbero creare 14.500 nuovi posti di lavoro e fra i 3-5 miliardi di investimenti in un triennio».

Conta Roma, per avere gambe solide su cui ripartire, ma conta anche e tanto Bologna e viale Aldo Moro. Diventa infatti cruciale la legge ancora in costruzione su “Investimenti e attrattività”, per dare un supporto concreto a chi investe sul territorio: privilegi fiscali in cambio di occupazione. «Servono davvero poche ma ben canalizzate risorse per avere una nuova crescita economica», conclude Marchesini. «Lo dimostra ad esempio il recente bando per gli investimenti nell’area del terremoto. È partito con una dotazione di 15 milioni di euro, ora è salito a circa 83 milioni. Questi fondi, a cascata, hanno prodotto 894 progetti, 280 milioni di investimenti e 1.300 posti di lavoro. Basta poco, ma bisogna fare in fretta».