Il «nuovo» Marconi pronto in 2 mesi

marconiMancano i finger, cioè i corridoi mobili che collegano i gate agli aerei, che non sono certo un dettaglio da poco nella riqualificazione di un aeroporto e per i quali ci vorranno ancora diversi mesi di lavori. Ma, una volta fatte le ultime rifiniture all’interno dello scalo, tra febbraio e marzo il «nuovo» Marconi, nella sua versione ampliata e modernizzata, sarà inaugurato e per l’occasione verrà organizzato un grande evento musicale.

Ad annunciarlo la presidente di Sab, Giada Grandi, che ieri insieme alla Provincia ha presentato un progetto per la riduzione dell’anidride carbonica prodotta dall’attività dello scalo. «Il restyling — ha spiegato Grandi — è ormai quasi finito e tra non molto lo inaugureremo alla presenza dei soci. L’unica parte che non siamo riusciti a finire è quella dei finger, perché nel frattempo è cambiato l’appalto». I pontili di imbarco, per i quali era stato fatto un appalto ad hoc, saranno pronti entro il 2014: i lavori inizieranno nei prossimi mesi, si aspetta il via libera di Enac. «Il progetto non è cambiato — spiega — ma l’azienda che aveva vinto l’appalto per i quattro finger ha avuto problemi e abbiamo dovuto riassegnare i lavori, non senza prima collaudare quello che era stato fatto fino a quel momento. Il primo finger era stato quasi del tutto realizzato, il secondo era stato invece solo iniziato».

Entro un paio di mesi, quindi, i passeggeri del Marconi si troveranno uno scalo più esteso (la superficie totale è passata da 31.100 a 36.100 metri quadrati), più negozi (la superficie dedicata alle attività commerciali, molte con un legame al territorio, è passata da 3.700 a 5.500 metri quadrati), 24 gate (anziché 20), 145 servizi igienici (rispetto ai 120 di prima). Ma non solo: al posto dei 3 check-in divisi ci sarà una nuova area unificata, sarà ampliata la sala imbarchi, ci sarà una nuova biglietteria e la sala riconsegna bagagli sarà unificata. Intanto il Marconi la settimana prossima, al tavolo con altri nove aeroporti europei, tra cui Roissy-Charles de Gaulle di Parigi e El Prat di Barcellona, in una due giorni dedicata al progetto europeo «D-Air» (Decarbonated Airport Region), presenterà insieme alla Provincia le sue 20 linee-guida per rendere il Marconi uno scalo più ecologico. «È stato un lavoro svolto in maniera così proficua e in stretta collaborazione con altri Paesi europei — ha detto la presidente della Provincia Beatrice Draghetti — che ci ha permesso di avere uno scambio di buone pratiche».

La prima misura nell’elenco, ovviamente, è la realizzazione del People mover che, però, resta ancora in bilico. «È vero, servono i fatti, ma siamo ottimisti», si sono limitati a dire Draghetti e il suo vice ai Trasporti, Giacomo Venturi. Tra le altre azioni, c’è il completamento della stazione Sfm di Borgo Panigale, l’ottimizzazione (anche nei prezzi per i dipendenti dello scalo) del servizio Blq e il potenziamento delle linee dei bus, oltre alla realizzazione di una pista ciclabile su via del Triumvirato e addirittura di una fascia boscata di compensazione di 31 ettari. L’obiettivo è quello di sensibilizzare anche i lavoratori, visto che in media ogni giorno raggiungono lo scalo per lavoro 1.800 persone, oltre ai 16.200 passeggeri. Ma qualche miglioramento in fatto di emissioni di CO2 il Marconi l’ha già fatto: dal 2008 al 2012 l’anidride carbonica prodotta è passata da 9 milioni e 145 mila chili a 8 milioni e 754 mila, nonostante i passeggeri siano aumentati da circa 4 a 6 milioni.

 

Fonte: corriere.it