Industria, fatturato in crescita dopo 22 mesi

produzione industrialeIl fatturato dell’industria torna a crescere, segnando a novembre 2013 un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente, grazie alla spinta dei mercati esteri (dato corretto per effetti calendario). E’ il primo aumento annuo dopo 22 cali consecutivi, da dicembre 2011. Lo rileva l’Istat. Su ottobre l’aumento è +0,9%.

 

Il rialzo congiunturale di novembre arriva dopo un ottobre in negativo e segna una ripresa sia per il giro d’affari ottenuto sul mercato interno sia per quello estero (+0,9% in entrambi i casi); invece su base annua è ancora da fuori confine che arriva la spinta (+4,8%), con i ricavi interni in territorio negativo (-1,8%). La crescita era attesa dopo i risultati sulla produzione industriale, ma l’Istituto di statistica precisa come il fatturato annuo risulti anche questa volta in discesa (-2,7%) se si guarda al dato grezzo, cioè non depurato dal calendario (che conta un giorno lavorativo in meno rispetto a novembre 2012). Analizzando i raggruppamenti principali d’industrie, l’Istat segna aumenti mensili per tutti i comparti tranne che per i beni di consumo (-0,4%). Anche su base annua c’è solo un settore in calo, ma è l’energia, con una caduta del 16,0%. Nel dettaglio delle diverse voci, i ricavi registrano le variazioni positive più significative nella produzione di farmaci (+8,3%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,5%) e nelle industrie del tessile (+6,2%); le flessioni più marcate si rilevano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,2%) e in quella di prodotti chimici (-4,1%).

 

Gli ordinativi dell’industria segnano a novembre 2013 un aumento del 2,3% a confronto con ottobre e del 3,0% su base annua (dato grezzo), tutto grazie al traino arrivato dal mercato nazionale, in controtendenza rispetto a quanto avviene di solito.

 

L’aumento mensile delle commesse, dopo il ribasso di ottobre, è dovuto esclusivamente alla buona performance ottenuta sul mercato interno (+4,1%) a fronte del calo registrato fuori confine (-0,4%). Lo stesso vale per la crescita annua, la terza di fila, con un +5,5% a livello nazionale, contro il -0,5% degli ordini esteri. Non c’è dubbio che questa volta la spinta sia arrivata dall’Italia, un fatto significativo visto che finora quando le commesse avevano retto era soprattutto merito delle esportazioni; mentre la domanda interna aveva fatto più che altro da zavorra. Il dato di novembre fa quindi ben sperare, anche perché gli ordinativi rappresentano una variabile in grado di anticipare il futuro andamento dell’industria, in altre parole sono un’indice di quando mercato stia tirando. Guardando ai diversi settori, l’Istat fa notare come gli aumenti più rilevanti su base annua interessino la fabbricazione di mezzi di trasporto (+15,5%), ma anche il tessile-abbigliamento (+3,9%). Invece, risultano in diminuzione la fabbricazione di prodotti chimici (-8,4%) e l’industria di legno, carta e stampa (-1,8%).

 

L’industria chiuderà con tutta probabilità il 2013 in negativo sia sul fronte del fatturato sia su quello degli ordinativi. Infatti i primi undici mesi, ormai il bilancio quasi interno dell’anno, mostrano un giro d’affari in contrazione del 4% (dato corretto per gli effetti di calendario) e le commesse in calo dell’1,6%. Lo rileva l’Istat che evidenzia il riardo cumulato tra gennaio e novembre sul mercato nazionale (-6,6% per i ricavi e -3,9% per gli ordini): cadute controbilanciate, anche se solo parzialmente, dalle positive performance registrate fuori confine.